Ethereum: ancora ritardi per l’hard fork Istanbul, forse a ottobre

Ethereum 2.0 - hard fork Istanbul
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Mentre il prezzo del token Ethereum stagna a livelli decisamente bassi, arriva la notizia che l’hard fork previsto a fine estate è stato ulteriormente rimandato. Avverrà in due fasi. Prima, le modifiche consolidate dagli sviluppatori. Poi, ad inizio anno nuovo, quelle ancora in lavorazione.

Abbiamo parlato della blockchain di Ethereum in questo articolo.

La data per l’hard fork di Ethereum, nome in codice “Istanbul“, è rimandata ad ottobre. Si attende infatti lo svolgimento delle prove sulla testnet. Ce lo racconta il portale di CoinDesk, che cita la conferma di Hudson Jameson. E’ il Community Manager della Ethereum Foundation.

L’aggiornamento di Ethereum è un processo continuo. Da poco, ad esempio, è stato rilasciato un aggiornamento alla sua blockchain che risolve alcuni problemi minori ed introduce alcuni passaggi necessari all’attivazione dell’hard fork di Ethereum in questione.

il fork Istanbul sarà suddiviso in due parti. Due fase successive, se volete. La prima sarà implementata sulla mainnet ad ottobre. Salvo nuovi ritardi, chiaramente. Ed introdurrà ben sei modifiche al protocollo. Ciascuna collegata al rispettivo EIP (Ethereum Improvement Proposal).

Lo scopo di tali modifiche è incrementare l’interoperabilità della rete di Ethereum con quella dei cosiddetti “privacy coin“, come Zcash. Non solo, è anche quello di meglio difendersi contro i cosiddetti “replay attacks“. Un attacco in cui l’hacker intercetta e poi ripete una trasmissione di dati valida all’interno della rete della moneta virtuale. Con lo scopo di ottenere accesso ad informazioni conservate nel network, attraverso l’utilizzo di credenziali in apparenza valide.

Il resto è rimandato al primo trimestre del 2020. Gli altri EIP da implementare hanno infatti ancora bisogno di valutazione ed accettazione completa da parte degli sviluppatori. La modifica principale, attesissima, è il ProgPoW. Un algoritmo di consenso che eredita le caratteristiche del Proof of Work, l’algoritmo energivoro e basato sul confronto di hashrate tra miner. Ma modificato per risultare resistente ai dispositivi ASIC (Application Specific Integrated Circuit). Ossia, questo algoritmo di consenso è progettato per restituire competitività ai miner che utilizzano le GPU, contro quelli che invece impiegano i dispositivi ASIC.

Jameson fornisce maggiori dettagli sulla prima fase di ottobre durante una conference call tra sviluppatori. Nella quale indica che il tutto avverrà nei primi giorni di ottobre:

Per chiunque stesse ascoltando e non sappia come funziona. Sostanzialmente, scegliamo un block number che stimiamo verrà raggiunto intorno al 2 ottobre. Tuttavia, la nostra previsione potrebbe risultare errata di uno o due giorni. Perché dipende da quanto velocemente i nuovi blocchi verranno prodotti tra ora e tale momento.

Speriamo non avvengano altri ritardi.

Parity, l’azienda che gestisce il core del network di Ethereum, aveva in precedenza dichiarato che l’hard fork sarebbe avvenuto il 6 settembre. Wei Tang, sviluppatore di Parity, allora aveva spiegato che il team di sviluppatori aveva bisogno di alcune ulteriori settimane di lavoro:

Abbiamo bisogno di altro tempo. Fino al 6 settembre. Per completare questa implementazione. Non soltanto perché abbiamo accettato gli EIP in ritardo. Ma anche perché, al momento, stiamo effettuando anche un grosso refactoring del codice.

Nel mentre, ricordiamo le parole di Vitalik Buterin, che ad agosto scorso aveva dichiarato come la blockchain di Ethereum fosse pressoché giunta al proprio limite. Fosse, cioè, piena al punto da ostacolare qualunque tentativo di scalabilità della propria rete. CIò potrebbe addirittura compromettere irreversibilmente la competitività delle aziende che si affidano agli smart contract di Ethereum. Perché introdurrebbe costi elevati e tempi inaccettabili per le proprie transazioni.

FONTE: https://www.coindesk.com

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