Ethereum 2.0 si avvicina: peccato per i miner

Ethereum 2.0

Il prossimo passaggio verso l’evoluzione della piattaforma Ethereum, a luglio, è attesissimo. E così il punto di arrivo per Ethereum 2.0 si avvicina sempre più. Questo, però, vuol dire la fine del business dei miner con meccanismo Proof of Work.

Abbiamo parlato di Ethereum 2.0 in questo articolo.

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Ethereum accelera l’aggiornamento della sua piattaforma, lasciando scontenti principalmente i miner. Perché l’evoluzione in questione vuol dire la fine del meccanismo Proof of Stake. Fonte di reddito per chi i miner che hanno investito in hardware specifico per Ethereum.

La notizia è dell’11 marzo scorso. Lo sviluppatore Mikhail Kalinin ha pubblicato le specifiche della futura fusione tra la rete esistente e la futura. Disponibili su GitHub a questo link. Tra l’attuale piattaforma ed Ethereum 2.0. Fusione in cui la parte del leone è l’aggiornamento del meccanismo di consenso. Che passa da PoW a PoS.

Milioni di persone si affidano a questo rete di autobus. Devono essere convinti che i nuovi autobus siano affidabili e sicuri. Poi, la comunità deve sostituire un gruppo per l’altro, tutto allo stesso tempo, cosa che nessuno ha mai fatto prima.

Questo processo viene chiamato in genere fusione. Il network esistente di Ethereum inizierà a usare la beacon chain invece della Proof of Work. C’è un crescente consenso sul fatto che la fusione dovrebbe avere la priorità come prossimo passaggio.

Nel frattempo, aumentano le tensioni tra i miner e gli sviluppatori di Ethereum.

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Perché i primi registreranno pesanti perdite di entrate. Oltretutto, gli sviluppatori sono concentrati proprio a risolvere i problemi legati a commissioni costantemente alte e congestione della rete.

Tutto inizia dalla scorsa settimana. Quando si è saputo dai core developer di Ethereum della implementazione, a luglio, della EIP-1559. Una modifica finalizzata essenzialmente a ridurre le commissioni di rete. Buona per gli utenti, che pagherebbero meno commissioni. Ma me buona peri miner di Ethereum. Che perderebbero profitti fino al 50%.

Ecco perché, per protesta, hanno reagito programmando una “prova di forza”. Una chiamata generale perché tutti i miner, esattamente il 1 aprile, indirizzino la loro hashpower verso Ethermine. Una mining pool che non aderirà alla EIP-1559.

Tuttavia, i core developer si aspettavano una mossa del genere da parte dei miner.

A febbraio il cofondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, disse in un post su un social media cinese che, se i miner avessero minacciato il network con un attacco 51%, avrebbe addirittura accelerato il passaggio a PoS. Il post è stato rilanciato su Twitter da Wu Blockchain, con questo post sul proprio profilo.

Con l’implementazione della EIP-1559 avverrà però il rinvio della difficulty bomb nell’aggiornamento London, previsto per luglio. In modo da rendere un hard fork meno probabile. Lo sostiene anche l’utente Always_Question, in un post su Reddit, a questo link.

Avere la fusione pronta offre un ripiego per la comunità. Nel caso in cui un cartello di miner dovessero cospirare per neutralizzare gli effetti positivi della EIP-1559.

Lo confermano anche gli sviluppatori. Lo stesso Buterin, il 9 marzo, ha informato che verrà data priorità alla fusione tra blockchain invece dello sharding. Così da minimizzare i potenziali impatti causati dalla resistenza dei miner.

Una ribellione dei miner di Ethereum obbligherà probabilmente all’arrivo di Ethereum 2.0 ancora prima del previsto. È una cosa positiva.

Accanto a ciò, aggiunge Buterin, nei prossimi mesi verranno lanciate diverse soluzioni di scalabilità layer-two. Esse scaleranno sufficientemente Ethereum fino all’implementazione dello sharding.

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FONTE: http://github.com/ethereum/

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