Ethereum 2.0: novità da Vitalik Buterin sulla tabella di marcia

Vitalik Buterin e Ethereum

Il cofondatore del progetto Ethereum torna a parlare dell’evoluzione con Proof of Stake e sharding del network della criptovaluta. Vitalik Buterin delinea la tabella di marcia per Ethereum 2.0. La denomina “endgame”.

Abbiamo parlato di Ethereum 2.0 in questo articolo.

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Vitalik Buterin rilascia nuovi aggiornamenti sulla evoluzione in corso Ethereum 2.0. Una linea di sviluppo iniziata a novembre 2020. Che vedrà la transizione del network verso la scalabilità garantita dallo sharding. E garantirà il suo funzionamento con il meccanismo di consenso Proof of Stake. Un meccanismo che, si prevede, renderà Ethereum un asset deflazionistico.

Vitalik Buterin è, sappiamo, cofondatore di Ethereum e principale stakeholder di Ethereum 2.0. Come ci ha abituato da mesi, rilascia periodicamente aggiornamenti sulla sua visione per una “tabella di marcia plausibile” sull’evoluzione in questione. Presentando un futuro in cui la principale piattaforma per smart contract possa aumentare la sua scalabilità. Soddisfare standard elevati in termini di trustlessness. E resistere alla censura.

Ne parla in un post dal titolo emblematico, a questo link. “Endgame”. Buterin presenta la sua visione in forma di esperimento mentale. Secondo il quale la rete Ethereum risulta una blockchain di medio – grandi dimensioni. Definita da una frequenza di blocchi molto elevata, grandi dimensioni dei blocchi e migliaia di transazioni al secondo. Con tali caratteristiche, può essere considerata sufficientemente trustless e resistente alla censura.

C’è un ovvio compromesso per questo livello di scalabilità.

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La centralizzazione della produzione di blocchi. E, purtroppo, le soluzioni di Buterin presentate nel post non affrontano il problema della centralizzazione. Piuttosto, offrono una tabella di marcia per l’implementazione. Per le soluzioni, viceversa, Buterin suggerisce “un secondo livello di staking, con requisiti di risorse minimi“. Così da eseguire una convalida distribuita dei blocchi.

Introdurre fraud proof o ZK-SNARKS per consentire agli utenti di controllare direttamente (ed economicamente) la validità del blocco. Introdurre il campionamento della disponibilità dei dati per consentire agli utenti di controllare la disponibilità dei blocchi. E aggiungere canali di transazione secondari per prevenire la censura.

Otteniamo così una blockchain in cui la produzione di blocchi è comunque centralizzata. Ma la convalida dei blocchi è trustless e altamente decentralizzata. E la magia anti censura specializzata impedisce ai produttori di blocchi di censurare.

Insomma, Buterin indica che la produzione di blocchi rimarrebbe centralizzata.

Anche con l’implementazione dei cosiddetti “rollup”. Ossia, soluzioni Layer-2 che eseguono transazioni all’esterno della blockchain principale di Ethereum. Stranamente, però, Buterin presenta una tabella di marcia incentrata sui rollup per Ethereum a ottobre 2020.

Nessun singolo rollup riesce a gestire neanche lontanamente la maggior parte dell’attività su Ethereum. In realtà, raggiungono al massimo qualche centinaio di transazioni al secondo.

Apparentemente, i rollup contribuirebbero ad una produzione di blocchi distribuita. Ma la decentralizzazione non durerebbe a lungo. A causa della possibilità di cross domain maximal extractable revenue, o MEV. Lo dice il nome stesso: MEV si traduce con l’importo di valore massimo che può essere guadagnato dalla produzione di blocchi. Oltre alle ricompense standard ed alle commissioni gas.

Il cofondatore di Ethereum conclude dicendo che, verosimilmente, la produzione di blocchi finirà per essere centralizzata. A prescindere dal percorso verso la scalabilità seguito dal network.

Si inserisce Cointelegraph, il portale di news.

Che, al riguardo, intervista Michael Kong. Chief Executive Officer di Fantom Foundation. L’intervista è a questo link.

Michael Kong, CEO di Fatom Foundation
Michael Kong, CEO di Fatom Foundation – fonte YouTube.com

In un post sul proprio canale Twitter, a questo link, Cointelegraph chiarisce i benefici della tabella di marcia di Buterin. Di fatto, essendo incentrata sui rollup di Ethereum, risulta aperta a tutti i futuri.

Ethereum 2.0 non risolverà tutte le sfide della società. Ma il suo design si presta bene ad abilitare la gente per risolverle insieme, sostiene Viktor Bunin.

Quello che è certo è che l’entusiasmo e l’attesa per Ethereum 2.0 cresce da novembre 2020. Ultimamente, ad agosto, è stato implementato l’hard fork London. Che ha portato Ethereum ad essere un asset deflazionistico. Attraverso la ristrutturazione delle commissioni sul network. Ad oggi, oltre 1 milione di monete Ethereum sono già state distrutte dall’introduzione di EIP-1559.

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FONTE: http://vitalik.ca/

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