Ethereum 2.0: hardware di mining riutilizzabile per ZKP

Vitalik Buterin e Ethereum

Cosa fare con l’hardware di mining che, con Ethereum 2.0 e Prook of Stake, diventa non più utilizzabile? Ce lo dice Vitalik Buterin. Lo potremo usare per sostenere il meccanismo Zero Knowledge Proof (ZKP).

Abbiamo parlato di mining di Ethereum in questo articolo.

Lo dice nientemeno che Vitalik Buterin. Il cofondatore di Ethereum. I dispositivi di mining per Ethereum potranno essere riutilizzati per garantire il funzionamento di ZKP. Una caratteristica fondamentale della blockchain di Ethereum 2.0.

Buterin ne parla durante una intervista al canale Youtube “The Shitcoin Dot Com Show”. In cui ha parlato dell’imminente lancio della nuova versione della propria moneta virtuale.

Tra le domande, chiaramente, una riguardava il mining. Ossia: cosa fare con quegli hardware, costosi quanto energivori, una volta che sarà abolito l’attuale meccanismo di consenso Proof of Work (PoW)?

Diciamo pure che la domanda introduce uno degli svantaggi del passaggio al meccanismo di consenso Proof of Stake (PoS).

Svantaggio commerciale, essenzialmente.

Soprattutto per chi produce e chi possiede hardware dedicati al mining, come gli ASIC.

Ecco la risposta di Vitalik Buterin:

Questo non potrà essere fatto dal 100% dei miner. Ma forse da una buona percentuale. Zero Knowledge Proof.

E qui, dopo il mining, la prossima domanda: cos’è lo ZKP di Ethereum.

La Zero Knowledge Proof è un protocollo. Dedicato alla condivisione di informazioni. Ossia, consente a due entità di scambiare fra loro ciò che conoscono di una certa informazione. Attenzione: senza rivelare quale sia tale informazione.

In altri termini, è un meccanismo che, applicato alla blockchain, permette di mantenere un alto livello di anonimato sul contenuto delle transazioni.

Un’idea simile è già adottata da un’altra moneta virtuale, Zcash. Un progetto di blockchain fortemente incentrato sulla privacy. Utilizza un protocollo detto zk-SNARK. zero knowledge Succinct Non-interactive ARgument of Knowledge. Che consente agli utenti di inviare transazioni verificabili dalla rete ma totalmente criptate.

Diversamente funziona una rete come quella del Bitcoin.

Che permette a chiunque di verificare chi invia quante monete e quando. Chiaramente, il chi è limitato alla chiave pubblica del wallet.

Proseguiamo con le parole di Buterin su ZKP.

Con la Zero Knowledge Proof, è in corso un’enorme ma silenziosa rivoluzione tecnologica.

È un sistema molto potente. Innanzitutto, garantisce agli utenti parecchia privacy. In secondo luogo, offre un alto livello di scalabilità. Perché non è necessario verificare i dati (molto grandi) bensì soltanto la prova di tali dati (molto piccola).

Può essere usata per convalidare le cose. O, potenzialmente, per sostituire gli alberi di Merkle.

Ormai la data del lancio di Ethereum 2.0 è prossima. Ancorché non ufficialmente nota, beninteso. E Buterin si confessa più emozionato che nervoso per tale imminente evento.

Di certo è molto meno snervante rispetto alla prima volta. Perché, in fondo, ho già vissuto tutto questo. Sono ovviamente nervoso. Ma sono soprattutto molto emozionato di vedere tutta questa roba andare finalmente online.

È importante ricordare che, fino a poco tempo fa, ETH 2.0 era soltanto un’idea e un sogno.

Già, la data di lancio non è nota. Ma tuyto è praticamente pronto. Ad esempio, il primo testnet della piattaforma, nome in codice Topaz, è divenuto operativo in data 18 aprile.

FONTE: https://www.youtube.com/channel/UCq-ZBdXk3k808M9c_vYZUAw

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *