Ethereum 2.0 ad inizio dicembre: monta l’euforia

Ethereum 2.0

Si consolida sempre più l’ipotesi del lancio della nuova piattaforma di Proof of Stake ad inizio dicembre. E già oggi è possibile utilizzare il nuovo contratto di deposito per partecipare allo staking.

Abbiamo parlato di Ethereum 2.0 in questo articolo.

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Ethereum 2.0 al lancio per i primi di dicembre. E, nel frattempo, già attivo il contratto di deposito per lo staking.

Ne parla il sito web Glassnode. Ecco il link del post. Secondo il quale la notizia della imminente data di avvio della nuova piattaforma Ethereum sta spingendo la corsa allo staking. La community, infatti, sta riempiendo i propri wallet per accumulare monete a livelli mai visti prima.

Tutto ciò è possibile grazie al lancio di oggi dello smart contract di deposito. Con cui poter versare 32 monete e così partecipare allo staking. Il protocollo sotteso dal contratto, infatti, si avvale del meccanismo di consenso Proof of Stake. Invece del Proof of Work ancora in uso sulla blockchain di Ethereum.

Le aspettative della comunità sono alla fine ripagate. Dopo mesi e mesi di ritardi, ad un mese da dicembre Ethereum 2.0 prende forma. Lo staking è finalmente possibile. Poi, una volta finalizzato il processo di migrazione, tutta l’infrastruttura e la blockchain adotteranno il nuovo meccanismo di consenso.

Vediamo, allora, come funziona.

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La beacon chain di Ethereum 2.0 verrà inaugurata il 1 dicembre, dicono. Ma solo se il protocollo riceverà almeno 16.384 depositi, ciascuno di 32 Ethereum. Complessivamente 524.288 Ethereum, pari ad un valore odierno di circa 210 milioni di dollari USA.

Finora di Ethereum ne sono stati depositati circa 14.000. Siamo quindi ben lontani dall’obiettivo del team di gestione del progetto. Ed il motivo è molto semplice: il guadagno atteso sarebbe scarso. Almeno, rispetto ad altri prodotti concorrenti, come quelli DeFi. Tra l’altro, i fondi degli utenti dovrebbero rimanere vincolati per un lungo periodo di tempo nel contratto di deposito. Altro aspetto non gradito agli investitori.

Peraltro, in tanti sospettano che il sistema sia pronto al 99%. Insomma, dal testnet Medalla sono risultati alcuni problemi, soprattutto ai client. Nulla di grave, certo. Ed il team assicura che tutto funziona. Nondimeno, resta una certa incertezza nell’utilizzo con denaro “vero” della nuova piattaforma di staking.

Se siete comunque interessati a partecipare al lancio di Ethereum 2.0, e fare la vostra parte da qui a dicembre con un deposito sullo smart contract.

Incertezze a parte, è certo che da qui a dicembre gli investitori si stanno preparando allo staking di Ethereum. Già poche ore dopo la notizia del deploy dello smart contract, il numero di indirizzi Ethereum con almeno 32 ETH è cresciuto fino alla cifra record di 126.852 indirizzi.

Che vuol dire?

Vuol dire che già solo il 13% di tutti questi indirizzi può partecipare al lancio dello staking. Viceversa, qualora non si raggiungesse l’importo complessivo obiettivo dello smart contract, il lancio del beacon chain sarebbe rinviato. A sette giorni dopo il raggiungimento della soglia.

Globalmente, stanno aumentando i fondi in Ethereum nei wallet. A dispetto di quelli detenuti sugli exchange, che hanno toccato il minimo storico di 15,8 milioni. Ed ecco l’opionione dello statistico di criptomonete Willy Woo:

Quando il numero di monete detenute dagli exchange cala, è un segno che stanno arrivando nuovi acquirenti per prelevare le monete dai mercati e trasferirle nei cold storage.

L’andamento di Ethereum mostra una curva “Bart Simpson”. Ossia, un rialzo, poi valore stabile con piccole oscillazione, poi un pari ribasso. Ciò ricorda, pur se in scala diversa, l’andamento dei mesi antecedenti la bull run del 2017. Mesi che hanno portato al tanto ricordato gennaio 2018. In cui, contemporaneamente, il Bitcoin era a 14.000 dollari ed Ethereum a 400 dollari. I valori odierni, appunto.

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FONTE: http://studio.glassnode.com/

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