Giovedì, 20 Dicembre 2018 12:00

ecotassa 2019: incentivi per chi acquisterà auto poco inquinanti

In arrivo incentivi statali per chi decide di munirsi di auto (o veicolo commerciale) a basso impatto ambientale. Ecco realizzarsi, pur se edulcorato dopo il braccio di ferro con l'Europa, uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di incentivi statali.

Al governo stanno ancora festeggiando per il raggiunto accordo con i tecnocrati europei e sulla scampata procedura di infrazione delle norme della Unione Europea. Ottenuto quindi il via libera della Commissione Europea per il documento di bilancio italiano, i gialloverdi (maggiormente i gialli, per questo tema) si apprestano ad avviare le promesse riforme in tema di salvaguardia dell'ambiente.

Infatti, l'ecotassa (o ecobonus, dipende come vogliamo vederla) è tra i provvedimenti a suo tempo annunciati dal Movimento 5 Stelle, finalizzati ad incentivare l'acquisto di auto elettriche e promuovere una viabilità più attenta all'ambiente. A dirla tutta, in campagna elettorale l'ecotassa veniva annunciata in toni quasi vessatori, tipo sanzioni e sequesto per chi usa un veicolo troppo inquinante. Poi, evidentemente, il compromesso da un lato con l'Europa e dall'altro con il magro bilancio dello Stato hanno portato a provvedimenti in misura, per il momento, più modesta. Vediamo come.

Vediamola come un incentivo: con l'acquisto di auto con emissioni da 0 a 20 grammi di CO2 ogni km, si potrà beneficiare di un incentivo per 4 mila euro (che diventano 6 mila euro se contestualmente si rottama la propria auto usata). Ancora, tale incentivo si 'smorza' a 1.500 euro (che diventano 2.500 in caso di contestuale rottamazione) se si acquista un veicolo con emissioni da 21 a 70 grammi di CO2 ogni km. Insomma, se se sceglie un veicolo meno ecologico di quello precedentemente ipotizzato.

Non esiste (più) alcun incentivo per l'acquisto di auto con emissioni da 71 a 90 grammi di CO2 per ogni km di strada percorso: evidentemente, il governo la considera una categoria troppo inquinante e da disincentivare. Osserviamo anche che sono escluse da tale forma di incentivo le vetture a metano, che peraltro in Italia rappresentano una fetta di mercato nettamente significativa, se rapportata a quella delle auto elettriche. Di conseguenza, le risorse necessarie per il finanziamento del relativo ecobonus sono diminuite - e di pari passo è cambiata l'ecotassa.

Già, parliamo di ecotassa: inizialmente era prevista già a partire, per fare un esempio concreto, sul modello Fiat Panda 1.2. Nella versione finale di legge, invece, l'ecotassa si applica sui veicoli con emissioni pari o superiori a 161 grammi di CO2 al km. In cifre, per le auto della prima fascia (161-175 grammi di CO2 per km) tale tassa è pari a 1.100 euro. Mentre i 'temerari' che acquistano un'auto con emissioni dichiarate tra 176 e 200 grammi di CO2 al km spenderanno un supplemento di 1.600 euro di ecotassa. Che diventano 2.000 euro per gli acquirenti dei veicoli con emissioni da 201 a 250 grammi di CO2 al km. Oltre i 250 grammi di CO2 al km, la tassa arriva a 2.500 euro.

L'Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (ANFIA) non concorda con la formulazione finale della ecotassa / ecoincentivo versione grillina. Il presidente Paolo Scudieri afferma che "il 19 dicembre sarà ricordato come un giorno nefasto per l'industria automobilistica italiana": a suo dire, le imprese automobilistiche contribuiscono a generare il 15 per cento delle entrate tributarie dello Stato, mentre tale testo andrà a impattare in maniera sensibilmente negativa su tutti i veicolo, compresi quelli commerciali leggeri quali Doblò e Ducato. In finale, male per l'industria e, di conseguenza, meno gettito per le entrate tributarie.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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