Mercoledì, 11 Aprile 2018 08:39

divorzio e mantenimento figli: o paghi o carcere

Un punto annoso in caso di separazione con figli è il fatto di dover sostenere il pagamento dell'assegno per l'ex coniuge con figli. Ora, in caso di mancato pagamento, si arriva al carcere.

Riprendiamo, dopo questo articolo, a parlare di divorzi.

La novità di questi giorni è che è diventata legge, tra molte polemiche, il nuovo articolo del codice penale che prevede la misura estrema del carcere per il genitore divorziato che non versa all'ex consorte l'assegno di mantenimento per i figli. Vediamo quindi che cosa è cambiato e cosa si rischia davvero.

Parliamo, in dettaglio, dell'entrata in vigore in data 6 aprile scorso dell'articolo 570 bis del codice penale. Il quale prevede, appunto, per i padri divorziati che non versano l'assegno di mantenimento ai figli la sanzione estrema di un anno di reclusione ovvero una multa di 1.032 euro. Insomma, carcere o carcere: sarà difficile che uno che non riesce a pagare l'assegno poi abbia mille euro da parte per saldare la sanzione.

Oppure, questa norma potrà distinguere tra genitori davvero in difficoltà economiche - per i quali è carcere o carcere - e cosiddetti 'furbetti' che, diversamente, se la potranno cavare con il pagamento della multa. In ogni caso, come detto è una misura estrema, valida più che altro come ammonimento ed in senso coercitivo, ma che certamente non scatta al primo mancato pagamento.

L'opinione pubblica si separa, è il caso di dirlo, tra chi ritiene che sia una misura giusta e chi invece ne contesta l'efficacia e ne lamenta effetti dannosi ed indesiderati. Ad esempio, l'Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani si dichiara favorevole al provvedimento, ritenuto giusto e necessario: "arriva a mettere finalmente ordine su una questione dibattuta da anni. Ora non ci sono più dubbi sul fatto che il non pagare costituisce reato. E da questo momento, se non si dimostra l'assoluta impossibilità di pagare, si può essere condannati". Evidentemente, la posizione dell'associazione è completamente a difesa della parte ricevente l'assegno.

Il fatto è che, per le donne che mantengono i figli da sole, il pagamento è un punto imprescindibile per assicurare giustizia. Opinione contestata, evidentemente, dai padri divorziati, che più volte hanno cercato di far sentire la loro voce anche usando i social: si legge di uomini che si autodefiniscono 'spolpati' dalla legge e soprattutto dalle ex mogli, addirittura costretti a fare la fila alla Caritas per poter mangiare, mentre le signore godono di un congruo assegno.

Altri invece contestano la lacuna della norma nei confronti dei tanti casi di figli maggiorenni di ex conviventi non sposati. L’articolo 570 bis, infatti, non distingue l'età dei figli - come invece succedeva con numerose pregresse sentenze di divorzio - ma, almeno nelle intenzioni, sanziona chi dilapida il patrimonio della famiglia, piuttosto che coloro che fanno mancare al coniuge o ai figli i mezzi di sussistenza necessari.

FONTE: https://www.investireoggi.it

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