Craig Wright scuote ancora il mercato del Bitcoin Cash SV

Craig Wright e Bitcoin

L’imprenditore australiano torna a far parlare di sé. Colui che afferma di essere Satoshi Nakamoto è sicuro di poter mettere le mani su milione di Bitcoin custodito nei fondi di Tulip Trust.

Abbiamo parlato di Bitcoin Cash SV in questo articolo.

Craig Wright è il controverso informatico australiano sostenitore di Bitcoin SV. La criptovaluta nata nel 2018 a seguito dello scellerato hard fork del Bitcoin Cash. Nonchè sedicente Satoshi Nakamoto.

Costui si confessa con il noto portale di news Cointelegraph. Dice di essere certo del fatto che riuscirà ad accedere ai Bitcoin contenuti all’interno del wallet di Tulip Trust. Un milione di Bitcoin. Pari, al prezzo di oggi, a poco meno di 8 miliardi di euro.

Sono al 99,9999, e pure qualche altro nove, percento sicuro che riuscirò a mettere nuovamente le mani sui miei BTC.

Wright ha ottenuto popolarità millantando di essere il “vero” Satoshi Nakamoto. Lo pseudonimo utilizzato nel 2008 dall’autore (o dal gruppo di autori) del White Paper del Bitcoin. Tra tutti i sedicenti autori del Bitcoin, Craig Wright è di gran lunga il più famigerato.

Ricordiamo che, a febbraio 2018, iniziò una lunga battaglia legale con la famiglia di David Kleiman.

Il suo vecchio collaboratore, ora purtroppo deceduto. Il nodo della disputa era un patrimonio in moneta virtuale custodito dal Tulip Fund. Un gruzzolo da un milione di Bitcoin. Pensate, un diciottesimo dell’intera riserva di moneta virtuale oggi circolante.

Chiaramente, avere la proprietà dei Bitcoin di Tulip Fund nel mondo delle valute virtuali vuol dire averne le chiavi private. Cioè, se Wright non può dimostrare di avere le chiavi private, vuol dire che ancora una volta ci sta raccontando balle.

Andiamo allora agli eventi degli ultimi giorni. Giusto la scorsa settimana, Wright annunciò di essere riuscito ad ottenere le chiavi private di Tulip Trust. Ciò avrebbe dimostrato, tra l’altro, che lui era davvero Satoshi Nakamoto. Risultato: la sola notizia, non verificata, ha fatto balzare il prezzo del Bitcoin Cash SV: è quasi raddoppiato in sole 24 ore.

I rialzi sono durati poco, però.

Poco tempo dopo, il legale di Wright ha dovuto ammettere che i documenti presentati dal suo cliente non contenevano alcuna informazione riguardo a chiavi private. Insomma, non erano assolutamente probanti le teorie di Wright. Nuovo risultato: questa smentita ha fatto crollare il valore di Bitcoin SV di circa il 40%.

Sempre restando alle parole di Wright, costui avrebbe fondato Tulip Trust “quando Bitcoin non valeva nulla”. Proprio allo scopo di preservare in maniera più sicura i propri fondi, in attesa degli sperati rialzi. In tanti, allora, si sono fatti la domanda: perché non è egli stesso uno dei fiduciari del fondo? A questo l’imprenditore australiano ha risposto:

Perché sono abbastanza intelligente da non esserlo [fiduciario]. Perché a quel punto la gente potrebbe costringermi a spostare effettivamente il denaro. Puoi prendere cose da fiduciari. Se fossi stato uno di loro, la gente avrebbe potuto sequestrare i miei beni.

Fatto sta che questa nuova affermazione di Wright di possedere le chiavi private del Tulip Trust ha nuovamente riacceso la polemica. E, soprattutto, ha contribuito a nuovi rialzi della moneta virtuale da lui supportata. Basti guardare il grafico qui sotto, che riassume la situazione finora occorsa.

andamento Bitcoin Cash SV - Tulip Fund
andamento del Bitcoin Cash SV dal 13 al 21 gennaio 2020 – fonte Cointelegraph.com

Il 14 gennaio possiamo notare la salita della moneta, alla notizia che Craig Wright possiederebbe i Bitcoin del Tulip Trust. Già il 15 possiamo notare la rapida discesa, alla smentita del millantato possesso delle chiavi private. Tra ieri ed oggi nuovi rialzi, alla ripetuta notizia che Craig Wright in qualche modo potrebbe arrivare a conoscere le chiavi private.

FONTE: https://it.cointelegraph.com

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