coronavirus: presto nuove leggi sulle criptovalute

coronavirus e Bitcoin

La pandemia di queste settimane spinge le autorità finanziarie a predisporre opportuni aggiornamenti alle leggi sulle valute virtuali. Contro il fiorire delle attività connesse criminali.

Abbiamo parlato di COVID-19 e criptovalute in questo articolo.

Il coronavirus sta dando un forte impulso all’emanazione e all’aggiornamento di leggi sulle criptovalute. Utili a contrastare e prevenirne gli utilizzi illeciti. Legati a crimini informatici. Ad evasione fiscale. O a riciclaggio di denaro.

E proprio in questa direzione vanno gli sforzi dei membri del Joint Chiefs of Global Tax Enforcement (JCGTE). Che provvedono alla revisione del quadro legale sulla custodia e l’utilizzo delle monete virtuali.

Lo sappiamo. Questo è un periodo caratterizzato da fortissime pressioni sociali ed economiche. Legate all’emergenza sanitaria innescata dalla diffusione del COVID-19. Così, i criminali informatici ne approfittano. E carpiscono la fiducia della gente. Costretta a casa dai limiti imposti dal cosiddetto “lockdown”.

Questi furfanti fanno leva sulla crescente paura e incertezza.

In genere, rubano denaro per riciclarlo. Sfruttando il complesso ecosistema delle valute digitali.

E allora, contro tale fenomeno, si è costituita a suo tempo una coalizione tra Stati. Annovera le agenzie governative di Australia, Canada. Paesi Bassi. Regno Unito e Stati Uniti. La chiamano J5.

Ha avviato i lavori nella metà del 2018. All’epoca, l’Internal Revenue Service (IRS) degli Stati Uniti ne stimolò la nascita. Su richiesta dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). La quale chiedeva che i Paesi adottassero regolamenti idonei a favorire l’imposizione fiscale transfrontaliera. E la lotta alla connessa criminalità.

Ma veniamo ai nostri giorni. Recentemente, il J5 ha coordinato a livello globale una serie di azioni simultanee. Per combattere e prevenire l’evasione fiscale offshore. E gli svariati reati connessi. L’iniziativa ha necessariamente comportato la condivisione di dati. Di prove. E di attività di raccolta delle informazioni. Ad esempio, mandati di perquisizione. Interrogatori. O citazioni in giudizio.

aggiornamento delle leggi su criptomonete
aggiornamento delle norme cripto per i Paesi J5 – fonte Cointelegraph.com

Nella figura possiamo vedere i risultati compiuti dal J5. Un deciso avvio all’aggiornamento delle leggi e del quadro fiscale sulle criptovalute, in tempi di coronavirus.

Prendiamo, per esempio, il Canada.

Ecco, laggiù le nuove leggi sulle valute digitali sono regolate dall’organo di vigilanza per i crimini finanziari. Financial Transactions and Reports Analysis Center of Canada. Ebbene, da giugno prossimo l’ente controllerà le società di operanti nel settore cripto.

In pratica, tutte le società con più di 10.000 dollari canadesi in criptovalute devono registrarsi come azienda di servizi finanziari. E dovranno documentare tutto dei propri clienti. Il proprio nome. La data di nascita. L’indirizzo. Il numero di telefono. Ed il tipo di operazione. Tutto questo per qualsiasi transazione che superi i 1.000 dollari canadesi. Ulteriori dettagli sono poi richiesti per le transazioni oltre i 10.000 dollari canadesi.

Al riguardo, dice la sua Rod Hsu. Il direttore operativo di Interlapse Technologies Corp. Il quale ha dichiarato:

Costruire la fiducia dei consumatori richiede tempo. E questo ambito ha ricevuto la sua buona dose di stampa negativa nel corso degli anni.

Da un lato, la regolamentazione si adatta per le imprese che operano al suo interno. Mettendo in atto un quadro regolatorio iniziale. Dall’altro, i consumatori vedranno aumentare il loro livello di fiducia. E la sicurezza nelle transazioni.

In definitiva, i consumatori vogliono sapere di essere protetti. E, disponendo di linee guida, le imprese possono essere ritenute responsabili delle loro azioni. Sebbene questo sia soltanto uno degli aspetti della fiducia dei consumatori, si tratta di un primo passo fondamentale data la natura del Bitcoin.

Gli operatori più piccoli spariranno. A causa dei requisiti normativi e dei costi ad essi legati.

Allora, vediamo il lato positivo. Queste regolamentazioni porteranno ad escludere dal mercato le operazioni meno affidabili e solide. Ed aumenteranno, di conseguenza, la fiducia dei consumatori. Tutto ciò, alla fine, incoraggerà l’adozione in massa del Bitcoin. E delle criptovalute in genere.

FONTE: https://www.irs.gov/

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