Corea del Sud: come difendersi dagli hacker di Kim Jong-un

hacker in Corea del Nord

La Corea del Sud è preoccupata dei continui attacchi di gruppi di hacker come Lazarus Group. Un vero e proprio esercito localizzato anche all’estero, al soldo del dittatore nordcoreano.

Abbiamo parlato di criminalità informatica e Corea del Nord in questo articolo.

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La Corea del Sud teme gli attacchi hacker. Perpetrati, dicono, a quanto si dice, dietro la regia del vicino dittatore della Corea del Nord.

La domanda che si pongono le autorità sudcoreane è la seguente. Chi dovrebbe assumersi la responsabilità di fronteggiare gli attacchi informatici nordcoreani ai danni degli exchange di criptovalute basati in Corea del Sud?

Ed una mezza risposta la offre l’autorità finanziaria sudcoreana.

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La quale non considera la questione di sua competenza. Come dire, ci pensi qualcun altro.

In dettaglio, parla del problema degli hacker il The Financial News, il quotidiano della Corea del Sud, in un articolo del 23 ottobre. Ecco il link dell’articolo.

In breve Financial Services Commission, FSC, risponde ad una richiesta scritta del Political Affairs Committee dell’Assemblea nazionale. E declina ogni responsabilità per le criptovalute sottratte per gli attacchi informatici. Finalizzati, senza alcun loro dubbio, degli hacker supportati dal regime di Kim Jong-un. Che colpiscono tipicamente gli exchange di criptovalute. Il più noto dei questi gruppi, ricorderete, risponde al nome di Lazarus Group.

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Insomma, non è compito di FSC vigilare e contrastare tali attività illecite.

Semmai, riferisce il quotidiano, per FSC la responsabilità potrebbe andare al Ministero degli Affari Esteri. O alla Korea Communications Commission, KCC. Entrambi gli enti governativi, guada un po’, sono invece convinti che FSC sia “incaricata della gestione e della supervisione di provider di asset virtuali come gli exchange di criptovalute“.

Ne parla Seong Il-jong. Un segretario del partito di opposizione nel Political Affairs Committee dell’Assemblea nazionale. Ebbene, costui non concorda con la posizione della FSC.

Con l’approvazione della legge crypto sudcoreana modificata, tutte le questioni relative alle crypto rientrano tra gli incarichi della Financial Services Commission.

Lazarus Group è ormai tristemente “famoso”. Tra il 2019 ed il 2020 sono stati segnalati diversi loro attacchi contro vari crypto exchange. Secondo un report di agosto scorso redatto nientemeno che dall’Esercito degli Stati Uniti, la Corea del Nord dispone di oltre 6.000 hacker. Localizzati soprattutto all’estero. In Paesi “comodi”, come Bielorussia. India. Malesia. Russia.

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FONTE: http://www.fnnews.com/

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