Martedì, 17 Luglio 2018 13:08

controllo medico INPS: non basta stare a casa

Nei giorni e negli orari previsti, lo sappiamo il lavoratore dipendente malato deve farsi trovare in casa. E ciò non vuol dire solo stare fisicamente a casa. Vediamo in dettaglio come funziona.

Abbiamo già trattato la materia in questo articolo.
Certamente, per il buon esito della visita fiscale da parte dell'incaricato INPS, è buona norma attenersi a giorni ed orari previsti e quindi esser presenti a casa in occasione di tali controlli. Ma ciò non è equivalente a dire che basta stare a casa: occorre, occhio alla sfumatura, farsi trovare a casa.

In altre parole, oltre a stare a casa deve anche mettere l'incaricato INPS nelle condizioni di trovarlo presso il domicilio previsto. Cioè, il lavoratore dipendente, malato a casa, deve dimostrare di aver reso assolutamente possibile il controllo del medico INPS, proprio a cominciare dai dettagli evidentemente non ovvi che consentono la sua raggiungibilità.

Facciamo qualche esempio per capire bene che vuol dire l'obbligo del lavoratore dipendente in malattia di adottare ogni accorgimento necessario a rendere effettivo il controllo del medico INPS.

Vuol dire comunicare prontamente eventuali cambi di domicilio, perché l'INPS non abbia a rivolgersi ad un indirizzo diverso e poi sperare che il controllore prenda l'iniziativa di 'cercarci'.

Vuol dire anche rendere visibile il proprio cognome nella targa del citofono, o comunque rendere chiaro e facile per l'incaricato INPS il percorso all'interno del comprensorio abitativo indicato come proprio domicilio per arrivare all'appartamento. Ad esempio, in caso di grandi complessi abitativi o numeri civici multipli: è bene corredare la propria indicazione di domicilio con 'ingresso X scala Y piano Z'.

Vuol dire anche che il controllore non debba passare per corti condominiali sorvegliate da cani sciolti o comunque in presenza di pericoli per la propria sicurezza non adeguatamente segnalati e circoscritti.

Sia chiaro: qualora il medico INPS sia di fatto impossibilitato (o comunque non agevolato) per mancanza di dati o riferimenti chiari a compiere il proprio dovere di visita fiscale, ebbene in tal caso è come se non ci avesse trovato, e ne risponde il lavoratore in malattia. La logica, insomma, è la stessa di quando si attende un pacco importante a casa, tramite corriere: dobbiamo precisare tutti gli elementi utili per essere reperibili e raggiungibili senza ombra di dubbio o incertezza.

Diversamente, a nulla varrebbe, quando non raggiunto a casa dall'incaricato INPS per il controllo fiscale, giustificarsi dicendo che eravamo a casa: lo confermano diverse sentenze sull’argomento, se non ci si rende raggiungibili è come non starci.

Per ultimo, vale la pena ricordare a tal proposito che, nello svolgimento della sua funzione, il medico fiscale è un pubblico ufficiale. Ossia, quanto da lui verbalizzato in merito all'impossibilità di eseguire la visita fiscale ha valore di atto pubblico. Quindi,  il testo da lui redatto fa fede fino a querela di falso.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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