Lunedì, 09 Luglio 2018 15:39

contributi: cumulo gratuito

La domanda che ci poniamo oggi è la seguente: se un lavoratore inizialmente dipendente passa ad autonomo, come variano i termini di accesso alla pensione? Ossia, è valido il cumulo dei periodi contributivi o no?

Torniamo a parlare di oensioni, dopo questo articolo.

Prendiamo un caso di esame: un lavoratore che ad agosto 2017 ha arrestato la propria posizione INPS di lavoratore dipendente, son un saldo di ben 40 anni e 7 mesi di contributi regolarmente versati dal proprio datore di lavoro, e da settembre 2017 - quindi, di fatto, senza soluzione di continuità - è iscritto alla gestione separata con il regime dei minimi, quale lavoratore autonomo (che so, consulente commerciale). E quindi, la persona in esame si qualifica come autonomo o come dipendente ai fini del calcolo dei termini di accesso alla pensione sia anticipata che di vecchiaia?

Andiamo per ordine. Si matura diritto alla pensione solo se si raggiungono i requisiti minimi che permettono di accedere ad una prestazione pensionistica. Ossia, assunto che la persona ha bloccato la posizione precedente (dipendente) per passare alla gestione separata (autonomo), oggi possiamo dire che di fatto versa contributi in due gestioni diverse.

Ma ciò non è in alcun modo un problema per l'accesso alla pensione anticipata, poiché ai fini del computo dei requisiti minimi vale cumulo (gratuito) dei contributi. In altre parole, il sistema di calcolo correttamente applicabile deriva dalla sommatoria di tutti i periodi contributivi presenti nelle gestioni in cui il lavoratore ha contribuito. Ed il lavoratore può utilizzare tale risultato per 'guadagnare'' l'uscita sia con la pensione di vecchiaia (a 66 anni e 7 mesi nel 2018, 67 anni nel 2019) sia con la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2018, 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne nel 2019).

In conclusione, la possibilità di disporre gratuitamente del cumulo in questione è facoltà molto importante per il lavoratore, in quanto non determina alcuna penalità sulla pensione e permette di valorizzare i contributi fino a quel punto versati in tutte le casse previdenziali, le quali verseranno la loro parte di pensione pro quota che sarà, alla fine, liquidata dall'INPS in unica soluzione.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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