Mercoledì, 03 Gennaio 2018 09:30

condominio e schiamazzi

Rumori domestici: in quanti veniamo svegliati la domenica mattina perché il dirimpettaio sente la televisione a tutto volume, o perché il condomino del piano di sopra inizia presto le pulizie con l'aspirapolvere? Vediamo in quali casi possiamo lamentarci.

Partiamo oggi con un annoso discorso, già discusso anche in questo articolo: i rapporti all'interno del condominio.

Alzi la mano chi viene disturbato, la mattina piuttosto che la sera, dagli schiamazzi del vicino di appartamento. Siete tanti, verosimilmente, proprio perché le liti tra vicini di casa troppo spesso riguardano proprio tali delicate situazioni.

Gente che cammina sui tacchi sul pavimento di casa, o che usa ascoltare la musica e la televisione ad altissimo volume, o che comincia le pulizie con l'aspirapolvere al mattino presto, magari proprio il sabato e la domenica mattina. O gente che urla e litiga, mentre i bambini piangono e gli animali domestici partecipano a modo loro all'improbabile concerto.

Tutto ciò, è bene chiarirlo, costituisce reato. Ma attenzione: a livello di codice civile, lo spartiacque tra lecito e illecito è purtroppo non esattamente definito, per lo meno non da numeri e misure oggettive. Infatti, tale limite dipende dalla normale tollerabilità dei rumori in condominio, un concetto certamente opinabile introdotto dall’articolo 844 del codice civile, a norma della civile convivenza tra vicini di casa o di pianerottolo.

Come detto, purtroppo tale soglia non è fissa, dipende dalle condizioni dei luoghi, dalla durata del rumore molesto, dalle previsioni del regolamento di condominio e tanto altro ancora. Sarebbe troppo bello girare con uno strumento di misurazione dei decibel di rumore, fare un bel 'selfie' con lo strumento e l'orologio in mano e chiamare l'avvocato. Non funziona così: ogni situazione, aldilà dei numeri e delle misure, diventa grave o meno in base ai suddetti elementi non proprio oggettivi. Che so, a parità di intensità del rumore, se il baccano si scatena di notte, quando nel silenzio generale i rumori sono maggiormente udibili, il fastidio assume una gravità diversa.

Il reato, in particolare, nasce soprattutto nei casi in cui i rumori provocati dal condomino maleducato è tale da arrecare molestia contemporaneamente a più soggetti - lo dice l'articolo 659 del codice penale, che punisce il disturbo della quiete pubblica, ossia alla collettività.

Diamo anche un po' di statistiche: aldilà di quello che è magari previsto dalle norme di condominio e, verosimilmente, oggetto di controversie in sede di riunioni di condominio, vediamo quali sono i rumori in casa che tipicamente portano ad un numero consistente di processi e condanne. Ebbene, si tratta sicuramente di chi fa le pulizie domestiche la mattina presto, soprattutto la domenica, piuttosto che chi ascolta la tv a volume troppo alto (sentenza n. 28670/2017 della cassazione) o parimenti sente la musica a volume eccessivo (sentenza n. 53102/2016 della cassazione).

Ed arriviamo ai cani: quante liti condominiali sono finite nelle aule dei tribunali parlando di cani che abbaiano. Ebbene, su questo argomento la giurisprudenza ha mostrato atteggiamenti apparentemente contraddittori: ricorderete il caso di quella signora il cui cane, adorabile per carità, ha ottenuto dal giudice il legittimo diritto ad abbaiare. Certo, perchè la legge riconosce il diritto dell’animale ad abbaiare, ma questo non vuol dire che si può trasformare il proprio appartamento in un covo di lupi al tramonto: colpevole è il padrone che ha lasciato il cane per troppo tempo solo e magari costretto a muoversi in uno spazio non idoneo alle sue esigenze.

Menzione a parte riguarda i rumori provocati dai locali al piano terra, tipicamente dedicati ad attività commerciali di ogni tipo - palestra, negozio, ristorante o peggio ancora discoteca. In tali casi la responsabilità è chiara: il gestore deve gestire gli schiamazzi dei clienti, non è in alcun modo plausibile scaricare la responsabilità all'educazione del cliente.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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