con Muir Glacier la rete Ethereum riduce il block time del 25%

Introdotto nella blockchain di Ethereum l’hard fork che riduce la difficoltà di mining dei token. Col risultato di riduzione del block time, da un lato, ma di inflazione della moneta virtuale, dall’altro lato.

Abbiamo parlato della blockchain di Ethereum in questo articolo.

Con il nuovo anno, il 2 gennaio scorso la rete Ethereum introduce l’hard fork dal nome in codice “Muir Glacier”. Un hard fork che ritarda ulteriormente la cosiddetta “difficulty bomb”. L’aumento sensibile di difficoltà per il mining. Già procrastinato almeno un paio di volte, nel 2018 e nel 2019.

Per descrivere gli effetti dell’hard fork, ci riferiamo ai dati del sito di statistiche Etherscan.

Iniziamo con il block time. Il tempo medio che intercorre tra un blocco introdotto nella blockchain ed il successivo. Ovvero, il tempo medio di conclusione del lavoro dei miner.

Etherscan: block time
block time medio giornaliero – fonte Etherscan.io

I dati del grafico del block time qui sopra mostrano quanto segue. Recentemente, dall’1 al 4 gennaio, il block time medio giornaliero è passato da 17,16 secondi a 12,96. Una sensibile riduzione di oltre il 24%.

Che vuol dire? Semplice, la riduzione del block time significa, chiaramente, un maggior numero di blocchi minati ogni giorno.

E ciò si traduce in una inflazione del token Ethereum.

Andiamo ai numeri. Riferendoci al grafico di seguito, che ci mostra il block count. La conta dei nuovi blocchi introdotti nella blockchain. Evidentemente, al ritmo del block time.

Etherscan: block count
block count medio giornaliero – fonte Etherscan.io

Questo grafico è ovviamente speculare a quello di prima. Minore tempo di creazione di blocco, maggiore numero di blocchi creati. Ai numeri, scopriamo che il 1 gennaio i miner hanno creato ed introdotto nella blockchain di Ethereum 4.980 nuovi blocchi. Ottenendo da ciò come ricompensa 2 token Ethereum per blocco. Invece, il 4 gennaio, i blocchi creati sono stati 6.570. Un aumento sensibile, di ben il 32%. Parimenti è aumentata la loro ricompensa.

Ecco quindi spiegata a numeri l’introduzione dell’hard fork Muir Glacier alla blockchain di Ethereum. Circa un quarto in meno il tempo per la creazione di un nuovo blocco. E circa un terzo in più le monete d’ora in poi create.

Ricordiamo quindi che Muir Glacier ha lo scopo di ritardare quella che qualcuno ha definito la “era glaciale di Ethereum“.

L’aumento eccessivo della difficoltà di mining del token Ethereum, causato dal meccanismo noto come “difficulty bomb”. In sintesi, un meccanismo che, se fosse occorso ora, avrebbe reso le attività di mining praticamente impossibili. E soprattutto, non redditizie, non costo efficaci: tanta fatica per una scarsa ricompensa.

Se tutto va per il verso giusto, la difficulty bomb viene ritardata quel tanto che basta per dar tempo alla blockchain di passare a Ethereum 2.0. Ossia, effettuare il passaggio all’algoritmo di consenso PoS (Proof of Stake).

FONTE: https://etherscan.io/

Un commento

  1. Questo episodio è sintomo del sistema della moneta virtuale come spazio con proprie logiche e regole e l’ordinamento italiano dovrebbe andare al passo con i tempi.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *