Coinhive annuncia: chiude il mining via browser

Coinhive

Coinhive è un sito da cui è possibile scaricare un codice javascript per fare mining di Monero via browser. Lo stesso codice che abbiamo conosciuto, purtroppo, anche nelle sue varianti di tipo malware. A brevissimo il sito chiude i battenti: l’attività non è più conveniente.

Coinhive abbandona il mining via browser. Ne ha dato annuncio sul proprio portale. Il servizio che rilascia codice javascript per minare criptomonete dal proprio browser terminerà il prossimo 8 marzo. Nessun ripensamento, nessuna incertezza: la decisione è irrevocabile. La spiegazione è chiara ed inequivocabile:

Per essere onesti fino in fondo, non è più economicamente conveniente.

Abbiamo conosciuto Coinhive per il servizio di mining via browser. Un tool utile a chi non dispone di hardware dedicati per il mining. E vuole sfruttare la propria postazione internet per ottenere monete virtuali, mentre utilizza il computer per compiti di ufficio. Così, dal sito di Coinhive si scaricava un apposito codice javascript (coinhive.js). Il quale, dietro le quinte, si occupava di minare Monero (XMR).

Già, Monero. Una moneta a dir poco discussa dalla comunità di appassionati ed investitori in criptomonete. Per le pericolose azioni di speculazione che l’hanno spesso coinvolta. Poi, il codice javascript. Frequentemente utilizzato da hacker ed incorporato in software malevoli (malware) per effettuare mining con i computer altrui. Ed ovviamente all’insaputa dei malcapitati.

Abbiamo conosciuto il codice javascript di Coinhive più come virus informatico che come strumento di mining personale.

Tant’è che, a priori, il codice viene bloccato dai più diffusi antivirus in commercio. Vista, purtroppo, la fama di malware che si è procurato nel tempo.

Il servizio di Coinhive ha subito l’onta degli antivirus, ma tutto sommato ha continuato a lavorare onestamente fino ad oggi. A dirla tutta, essere diventati il cuore pulsante del cryptojacking è stato al tempo stesso un punto di forza e di debolezza per Coinhive. In qualche modo, il codice era redditizio ma, al tempo stesso, era costantemente messo al bando dalle misure di sicurezza dei computer degli utenti.

Fino ad oggi, appunto. La battuta di arresto arriva per mere considerazioni dell’azienda su criteri di convenienza economica. Ossia, semplicemente ci si accorge che le cose sono cambiate rispetto ad un paio di anni fa. Conti alla mano, oggi fare mining con un computer da ufficio non conviene più.

Infatti, da un lato è aumentata la difficoltà dei calcoli crittografici legati al mining di Monero (hashrate). Dall’altro,è diminuito il prezzo di vendita delle monete ottenute. Ciò si è reso ancora più evidente a valle dell’ultimo fork di Monero. Hashrate schizzato alle stelle, valore della moneta irrimediabilmente schiacciato in basso.

Thank you all for the great time we had together“. Finisce così l’avventura di Coinhive nel mining via browser. Dall’8 marzo, il codice per il mining non sarà più operativo. Ma resterà attiva la dashboard, per riscuotere i prodotti dei precedenti lavori di mining. Qualora, ovviamente, l’importo da riscuotere sia superiore al valore minimo previsto per dare luogo a pagamento.

FONTE: https://www.punto-informatico.it

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