Cina: (quasi) tutto pronto per la criptovaluta nazionale

Bitcoin in Cina

L’aveva annunciato più volte. Ma in pochi avevano capito quanto il Paese asiatico fosse vicino al risultato. Molto poco, da quanto dichiara la banca centrale cinese.

Abbiamo parlato di regolamentazione delle criptovalute in Cina in questo articolo.

La Cina è pressoché pronta al lancio della propria criptovaluta. Lo conferma nientemeno che la People’s Bank of China. La quale, in una dichiarazione alle agenzie di stampa locali, ha fatto il punto di situazione di cinque anni di ricerche. Passati ad esplorare le tecnologie della blockchain necessarie alla realizzazione di una moneta digitale nazionale. Che, dice istituto cinese, è quasi pronta per il rilascio agli utenti. I dettagli li fornisce Mu Changchun, il vicedirettore della banca. Il quale afferma che il proprio istituto ha già sperimentato con successo il funzionamento del relativo prototipo.

Insomma, nulla può fermare il varo della criptovaluta in Cina.

Almeno questo è quanto emerge dalle citate dichiarazioni. Rilasciate proprio in occasione del forum China Finance 40, il consesso no-profit, non governativo di esperti cinesi. E riportate dal portale d’informazione locale Shanghai Securities News.

Restiamo alle dichiarazioni di Mu. Il quale, a premessa, sottolinea la vastità del territorio e della popolazione in Cina. Per dire che il progetto di lancio della criptovaluta sarà diviso in due livelli operativi. Tali da poter gestire correttamente l’architettura blockchain adeguata alla complessità del territorio e dell’utenza nazionale.

Il sistema a doppio livello operativo, in altre parole, sarà tale da “andare incontro alla complessa economia, al vasto territorio e alla numerosa popolazione del Paese“. Un livello sarà gestito dalla banca nazionale, la citata People’s Bank of China. L’altro da un selezionato gruppo di banche commerciali. Ciascun livello, chiaramente, sarà incaricato di assicurare un elevato livello di accessibilità e di interazione tra pubblico, regolatori governativi e servizi commerciali.

Parliamo dunque di una moneta virtuale nazionale. La prima moneta virtuale nazionale al mondo. Se escludiamo il goffo tentativo del Petro, in Venezuela. Ed il fallito tentativo dell’Estcoin, in Estonia. Nondimeno, è una moneta rivolta ad un’utenza nazionale gigantesca quanto il popolo cinese.

E gli USA? Mentre la Cina si prepara a lanciare la propria criptovaluta, negli Stati Uniti ancora si discute se Libra, il progetto di stablecoin di Facebook, è compatibile con le normative e gli interessi del governo.

A dirla tutta, gli USA non dovrebbero accogliere la notizia della moneta virtuale cinese come una totale novità.

Ren Zhengfei è CEO del colosso industriale cinese Huawei. Ebbene, costui già un mese fa aveva rivelato che la Cina aveva in mente la creazione di una criptovaluta analoga a quella del progetto Libra di Facebook. Uno stablecoin, cioè. Ecco cosa disse riguardo Libra:

La Cina potrebbe lanciare una valuta del genere. In maniera del tutto autonoma. Perché attendere che lo facciano gli altri? La potenza di un Paese sarà sempre maggiore rispetto a quello di un’azienda privata.

Sempre a luglio Wang Xin, dirigente della citata Banca Popolare Cinese, aveva commentato riguardo al progetto Libra:

Mettiamo che la moneta digitale risulti strettamente associata al dollaro statunitense. In tal caso, potrebbe creare uno scenario nel quale le valute sovrane coesisterebbero con monete digitali basate sul dollaro statunitense. Quindi, dollaro e Stati Uniti diverrebbero di fatto le entità principali dell’economia internazionale. Con notevoli conseguenze economiche, finanziarie e anche politiche.

Ovvio che la Cina non poteva stare a guardare. Il gigante asiatico aveva tutte le premesse interne e le tecnologie del settore per varare in tempi stretti un progetto di moneta virtuale nazionale. Battendo nei tempi tutti i potenziali concorrenti.

FONTE: http://news.cnstock.com

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