Cina, (quasi) pronto lo yuan digitale: e gli USA?

Bitcoin - USA vs Cina

La chiamano la “guerra delle valute digitali”. La corsa al lancio di CBDC da parte dei governi più influenti del globo. Ma, al momento, il governo favorito è certamente quello cinese. Cosa potrebbero fare gli USA per recuperare terreno?

Abbiamo parlato di USA, Cina e criptovalute in questo articolo.

Avichal Garg è il cofondatore e socio amministratore della società di investimenti Electric Capital.

Il portale di notizie Cointelegraph lo ha intervistato. Per sapere la sua opinione sull’iniziativa cinese dello yuan digitale. Sugli effetti del lancio della valuta governativa asiatica sui mercati globali. E, soprattutto, sulle possibili contromosse degli USA. Per recuperare lo svantaggio nella guerra delle valute digitali contro la Cina.

L’intervista è pubblicata su YouTube. Ecco il link del video.

Garg ha iniziato affermato l’ovvio.

Che la Cina, con il progetto di yuan digitale, è già avanti. Molto più avanti degli USA nella corsa alle valute digitali. La piattaforma di pagamenti cinese, in inglese Digital Currency Electronic Payment o DCEP, sarà lanciata entro la fine dell’anno. Insomma, tra poco più di un mese.

Nel frattempo, un dollaro digitale statunitense non è pronto. Non è neanche concretamente in valutazione. E mentre gli USA ci pensano, lo yuan digitale della Cina prenderà avrà modo di proliferare incontrastato.

Il sistema cinese sarà sul mercato per 5 o 10 anni prima che gli Stati Uniti riescano a lanciare un’alternativa.

Garg pensa ad una prima soluzione. Invece di sviluppare un prodotto proprio, o in attesa di averlo pronto, prosegue Garg, il governo USA potrebbe supportare un progetto già esistente. Uno stablecoin basato su dollaro USA. Come il già diffusissimo Tether. Che oggi ha una capitalizzazione di mercato di 13 miliardi di euro. Ed è saldamente la terza criptomoneta per capitalizzazione.

Gli USA, cioè, potrebbero alleggerire le normative applicabili a queste classi di stablecoin.

Implicitamente, potrebbero supportare gli asset ancorati al dollaro statunitense che rientrano nella giurisdizione degli Stati Uniti. Tramite questi stablecoin, la valuta nazionale USA potrebbero competere con quella cinese. In una partita giocata, come si diceva, tutta sui mercati digitali.

Nel giro dei prossimi 12 o 24 mesi, credo che potrebbero praticamente dare il via libera a tutti questi crypto – dollari ibridi.

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Ma attenzione, avverte Garg. La partita non è (solo) tecnologica. Anzi, è una partita soprattutto politica. Ossia, per ottenere un vantaggio competitivo contro lo yuan cinese, gli USA dovrebbero implementare ciò che la Cina non vuole offrire. La privacy e la resistenza alla censura. Due caratteristiche che la moneta cinese non avrà mai, stante il controllo dell’economia da parte del regime autoritario di Pechino.

“Il modo migliore che gli Stati Uniti hanno a disposizione per competere è abbracciare le funzionalità migliori della criptovaluta. E promuoverle davvero come una sorta di strumento d’attacco contro la Cina.

Insomma, gli USA non devono creare una moneta con caratteristiche tecnologiche più evolute della CBDC asiatica. Piuttosto, dovrebbero unire le forze con la comunità crypto. Per costruire insieme un network di criptovaluta dai saldi valori democratici.

FONTE: https://youtube.com

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