Cina: prezzi delle GPU a picco per le misure contro il mining

GPU NVIDIA per mining


Occasioni da prendere al volo per chi vuole acquistare un modello di scheda grafica tipicamente dedicata al mining di valute virtuali. Sui siti di e-commerce cinesi, ad esempio, il prezzo di una GPU RTX 3060 di NVIDIA è sceso da 2.100 a 730 dollari.

Abbiamo parlato di mining di criptomonete in Cina in questo articolo.

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In Cina crolla il prezzo delle GPU normalmente dedite al mining. A causa, manco a dirlo, dell’azione del governo centrale del Paese. Che intende ostacolare le attività legate alle criptovalute, in particolare il mining.

Fatto sta che, cosà facendo, Pechino indirettamente porta il costo delle schede grafiche ad alte prestazioni ad essere più accessibile. Ne parla un report pubblicato appena lunedì scorso sul South China Morning Post. Ecco il link del report.

Il quale ci racconta che i prezzi di alcune schede grafiche sono crollati.

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Hanno perso fino a due terzi del prezzo originario sulle piattaforme di e-commerce cinesi. Lo stesso report collega la situazione al blocco delle operazioni di mining nella provincia del Sichuan.

Un primo esempio. Il prezzo della scheda RTX 3060 di NVIDIA su Tmall, sito retail gestito da JD.com. Lunedì è sceso a 4.699 yuan, circa 730 dollari. Dal prezzo di 13.499 yuan, circa 2.100 dollari. Altro esempio. La Quadro P1000, altra GPU di NVIDIA. Scesa sul sito di e-commerce Manmanbuy a 2.429 yuan, circa 380 dollari. Rispetto al prezzo di 3.000 yuan, circa 470 dollari.

Non ci sono dubbi sul motivo. Questo scenario dei prezzi delle GPU in picchiata, oltretutto, è in linea con il forte calo dei prezzi nei mercati di criptovalute. Ieri il Bitcoin è per qualche momento precipitato sotto i 30.000 dollari.

Risultato, anche qui, di notizie cosiddette FUD dalla Cina.

FUD, ricordiamolo, sta per Fear, Uncertainty e Doubt. Il clima ideale per seminare il panico tra gli investitori ed aumentare a dismisura la volatilità degli asset crypto.

Appena lunedì scorso, la banca centrale cinese ha ribadito il divieto sul trading di criptovalute, esortando banche e istituti di pagamento a sospendere i servizi per conti associati ad attività crypto.

Ormai la Cina si è messa contro le crypto, anche ma non solo per il GPU mining. Ha vietato il trading di criptovalute nel 2017. Ha poi intensificato i provvedimenti anti crypto, con forte repressione del settore mining.

Apprendiamo infatti di una serie di divieti sul mining in vari poli principali in Cina. Tra cui le province di Sichuan e Yunnan, ricche di energia idroelettrica. Alla fine, le autorità in Xinjiang, Mongolia interna e Qinghai hanno disposto il cessa attività per i miner.

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FONTE: http://www.scmp.com

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