Cina: analisi ufficiale di rating delle criptomonete

Bitcoin in Cina

La Cina è un “really big player” nello scacchiere del mercato delle criptomonete. Sia per attività di mining che di exchange. A suo tempo il Paese asiatico ha indicato la totale avversione per i mercati e le tecnologie delle monete virtuali. Più recentemente, invece, ha in parte cambiato rotta. Ha deciso di esaminare attentamente la materia. Ecco la novità: la Cina diffonde un’analisi ufficiale di rating delle principali monete.

Abbiamo parlato di regolamentazione delle criptovalute all’estero in questo articolo.

Il governo cinese ha tenuto oggi una conferenza a Pechino. Nella quale ha annunciato che avvierà la diffusione di un’analisi “indipendente” sul mondo delle monete virtuali. In dettaglio, pubblicherà con cadenza mensile un’analisi di rating sulle criptovalute e sulle aziende nazionali di tecnologie della blockchain.

Al riguardo sono stati rilasciati appositi comunicati stampa. Che chiariscono il ruolo del dipartimento China Electronic Information Industry Development (CCID) del Ministero dell’Industria e dell’Informatica cinese. L’ente cinese analizzerà 28 criptovalute, tra cui Bitcoin ed Ethereum. Litecoin e Monero. NEO e QTUM. Fino a Ripple e Zcash. La prima pubblicazione è attesa a giorni.

Il progetto è intitolato “Global Public Chain Assessment Index“.

E, assicura il governo, vedrà la partecipazione di “esperti di alto livello”. Con l’obiettivo di offrire un sistema di rating indipendente per le criptovalute e per i progetti blockchain.

Ovviamente, esistono agenzie di rating internazionali che fanno lo stesso mestiere, secondo la Cina in modo non indipendente. Come l’agenzia di rating Weiss. La quale ha fornito giudizi controversi sulla maggior parte delle criptovalute. Tra tutte, Bitcoin Ethereum e Ripple.

Resta tuttavia in vigore il divieto di trading a suo tempo imposto dal governo cinese. Non lo abolisce certo questa iniziativa. Comunque, cogliamo il segnale positivo di dare visibilità e, diciamo pure, pubblicità agli asset di criptovalute. Lo dice il CCID stesso:

Quest’analisi indipendente delle criptovalute e delle blockchain pubbliche di tutto il mondo dimostra la fiducia del governo cinese in tale tecnologia.

La Cina da un lato vieta il trading di criptomonete. Dall’altro, consente ai colossi industriali nazionali di condurre iniziative e sviluppare tecnologie della blockchain. E’ il caso del gigante delle comunicazioni cinese Hauwai. Il quale consente ai propri utenti di scaricare wallet di Bitcoin per custodire monete sui dispositivi Huawei. D’altronde, nel Paese è (ancora) legale possedere criptovalute e utilizzarle come metodo di pagamento.

FONTE: https://it.cointelegraph.com

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