Cerealia: la blockchain nel settore agroalimentare

Cerealia

L’azienda svizzera operante nel mercato del grano, lancia una piattaforma blockchain per supportare la propria soluzione fintech nel commercio nel settore agroalimentare.

Abbiamo parlato di blockchain e settore alimentare in questo articolo.

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Cerealia avvia finalmente la propria soluzione blockchain per il commercio agricolo globale.

Lo fa dopo due anni di sviluppo e prove condotte dall’azienda svizzera. Prove condotte con partner aziendali in Algeria ed in Brasile. Negli Emirati Arabi Uniti come in Giappone.

Ed in Ucraina, un tempo definita “il granaio d’Europa”. Dove tutto è cominciato, con un test pilota della piattaforma. Con cui è stato effettuato un acquisto pilota di grano del Mar Nero, nella città portuale russa di Novorossiysk.

L’esigenza manifestata da Cerealia, e risolta con le tecnologie della blockchain, è per una piattaforma di trading veloce nel mercato globale del grano. Mercato russo, in particolare. In cui operare con transazioni affidabili. Trasparente. E tecnologicamente all’avanguardia.

Queste le parole del CEO, tale Andrei Grigorov.

I trader possono ora essere sicuri al 100% di aver finalizzato realmente l’acquisto. Rispetto all’incertezza del tradizionale brokeraggio, svolto al telefono.

Contratti e registri vengono firmati digitalmente. In un istante. E rimarranno su blockchain per sempre.

Ricordiamo che la Russia è oggi uno dei principali produttori mondiali di grano.

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In quel Paese, infatti, viene coltivato grano. Insieme anche a prodotti analoghi. Mais, orzo. Altri cereali. Olio vegetale. Stando a Cerealia, i volumi delle transazioni di grano nella settimana di lancio della piattaforma hanno raggiunto un valore vicino alle 20.000 tonnellate.

Quello di Cerealia non è un caso isolato nel mondo della blockchain. In autunno, altre aziende, leader mondiali dell’agroalimentare, hanno inaugurato una joint venture che fruirà della tecnologia blockchain. Per ottimizzare, in Brasile, i processi logistici nel settore agricolo. Pensate, i partner commerciali di tale joint venture movimentano complessivamente volumi di prodotti pazzeschi. Qualcosa come 550 milioni di tonnellate di cereali e semi oleosi all’anno.

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FONTE: https://www.bnnbloomberg.ca/

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