Mercoledì, 26 Settembre 2018 08:53

bonus acqua: ancora lontano

Si è parlato molto del cosiddetto 'bonus acqua': l'esenzione al pagamento della quota minima delle Bonus acqua. E' solo un annuncio o è già attivo?

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di agevolazioni ed esoneri fiscali.

Siamo alle solite: burocrazia, ritardi, cambi di governo e chi più ne ha più ne metta non consentono ai cittadini di usufruire del bonus acqua tanto promesso.

La promessa era che, dal 1 luglio 2018, avrebbe dovuto esser attivo il bonus sociale idrico per la fornitura di acqua, grazie al quale le famiglie in difficoltà economica avrebbero avuto l'esonero a pagare il quantitativo minimo di acqua pari (50 litri al giorno a persona) equivalente al soddisfacimento dei bisogni essenziali. Insomma, tale fabbisogno minimo sarebbe stato per loro gratuito.

Invece, a distanza di quasi 3 mesi da tale scadenza, ancora nulla di fatto, ossia nessuna esenzione attiva: gli utenti aventi diritto non possono ancora beneficiarne, complici le lungaggini burocratiche e la complessità formali dell'attuale meccanismo di erogazione. Spieghiamolo meglio: i Comuni ed i CAF (Centri Assistenza Fiscale) non sono tuttora completamente attrezzati per recepire le istanze dagli aventi diritto, mentre la piattaforma informatica SGATE, che dovrebbe consentire ai gestori di elaborare le istanze e renderle esecutive, sembra non sia ancora pienamente operativa.

Un ritardo inaccettabile, che suona molto di annuncio elettorale non esaudito, e che si aggiunge all'altrettanto incomprensibile rinvio dell'introduzione dell'automatismo nell'erogare i bonus gas ed energia, anche loro ad oggi rimasti uno sterile annuncio.

In un mondo perfetto - quello che ci avevamo promesso - occorre un coordinamento di tutti i settori, quello tecnico e quello fiscale, in modo da consentire l'erogazione automatica del bonus direttamente in bolletta, attraverso il colloquio e la sinergia tra i vari soggetti deputati a gestire le informazioni utili per tale scopo, dall'istanza alla verifica dei dati: l'INPS, innanzitutto, che dovrebbe conoscere i potenziali beneficiari all'agevolazione, ed il Sistema Informativo Integrato (gestito da Acquirente Unico, soggetto che già oggi dialoga con tutti i fornitori di energia elettrica e gas e pertanto potrebbe fare lo stesso mestiere con i gestori del settore idrico).

Gli avversatori del governo grillino potrebbero vederci in ciò un piano ben preciso: ritardi ed inefficienze nell'erogazione dei bonus, in pratica la loro totale cancellazione dalla lista delle priorità del governo, sono un passaggio necessario per finanziare, viceversa, i fantomatici redditi e pensioni di cittadinanza. Ipotesi non tanto campata per aria, visto che sappiamo di diverse denunce di cittadini che non hanno ricevuto da circa 5 mesi il REI (REeddito di Inclusione) a loro spettante. Se così fosse, beninteso, si tratterebbe di un progetto assurdo: penalizzare i cittadini in grave situazione di disagio economico per finanziare operazioni di fatto insostenibili per le finanze pubbliche è davvero una follia.

Così la pensa Emilio Viafora, Presidente di FEDERCONSUMATORI: "Prima di mettere in atto iniziative ardite, è fondamentale agire con senso di responsabilità, garantendo quantomeno i diritti acquisiti e le agevolazioni riservate alle famiglie meno abbienti, specialmente in una fase come quella attuale, in cui la povertà energetica è divenuto un fenomeno sempre più diffuso e allarmante".

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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