Mercoledì, 14 Febbraio 2018 12:00

bollette luce: paghiamo anche per i furbetti

Questa notizia ha dell'incredibile. Ma è vera: le compagnie di forniture elettriche non riescono a farsi pagare da tutti, e quindi aggiungono parte di questi mancati pagamenti sulla bolletta di chi invece paga regolarmente.

Le compagnie elettriche stimano attorno al miliardo di euro l'insoluto totale delle bollette elettriche, ossia quanto non viene pagato dai clienti morosi che, con vari stratagemmi, riscono ad evadere il pagamento della bolletta della corrente elettrica. Ebbene, al posto loro ne pagheranno una buona parte gli altri consumatori di fornitura elettrica, ossia quelli che al contrario saldano con regolarità il conto della luce.

Questa assurda linea di condotta è ratificata da ricorsi e sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, con l'Autorità dell’energia elettrica che ha autorizzato il tutto: l'ammanco sarà in parte imputato fra tutti i consumatori 'bravi' alla voce 'oneri general', per un totale di circa 200 milioni di euro arretrati.

Di certo, diverse aziende elettriche erano entrate in crisi o addirittura avevano dovuto chiudere: era diventato impossibile saldare ai fornitori alcune voci parafiscali della bolletta che erano state di certo fatturate ai consumatori, ma non erano affatto state incassate. Beninteso, in alcuni casi si è trattato invece di politiche commerciali non proprio azzeccate.

E quindi ecco la soluzione: alle mille strane voci in bolletta, tra risarcimenti oneri, di voci ed incentivi si aggiunge anche una nuova voce di oneri generali con la quale saremo noi consumatori a rimborsare alle società elettriche di distribuzione della luce una buona parte del buco creato negli oneri parafiscali delle aziende in crisi a causa di chi evade la bolletta della corrente. Se volete, chiamiamola 'socializzazione degli insoluti'.

Il valore da saldare, beninteso, è elevato - almeno stando a quanto riportano le società di gestione - e pari a oltre un miliardo di euro. E quindi, la prima fetta da 200 milioni la pagheremo noi. Beninteso, è solo la prima fetta: ne seguiranno altre negli anni a venire, poco ma sicuro.

D'altronde, la stessa Autorità (oggi ribattezzata ARERA, Autorità di Regolamentazione per Energia Reti e Ambiente) l'anno scorso aveva censito distacchi per morosità per il 2,8 percento dei consumatori del segmento a maggior tutela, ossia quello con le tariffe regolate dallo Stato. Mentre nel 2016 il numero di contatori sigillati per mancato pagamento era arrivato addirittura al 4,7 percento.

E comunque, questo comportamento e questo modo di decidere da parte dello Stato non ci deve stupire: è già successo. Il problema dei morosi e delle aziende di vendita in crisi era già sato affrontato per il canone RAI: il canone dei consumatori morosi non poteva essere pagato dalle società di vendita che fatturavano le bollette non incassate, e quindi anche in quel caso è stato necessario per lo Stato intervenire con un atto normativo. E quindi ricorsi e sentenze, fino al Consiglio di Stato che ha deciso: l'obbligato al versamento degli oneri di sistema è il cliente finale. 

Andiamo avanti: il fenomeno delle morosità è, non si scandalizzi nessuno, più tipico del Mezzogiorno, e più forte nel mercato libero - dove è facile si può cambiare fornitore di corrente con un clic del mouse. Qualcuno lo chiama 'turismo dell'elettricità', e sfrutta il fatto che, prima di poter portare a conclusione la sigillatura del contatore, ci vogliono parecchie bollette non pagate. Quindi, ecco il trucco: il 'furbetto della bolletta' non salda un buon numero di bollette bimestrali, e poi, prima che si attivi la procedura di recupero credito, cambia azienda elettrica, con la quale ricomincia lo stratagemma.

Questo fenomeno, evidentemente, sarà combattuto quando i dati di noi consumatori saranno inseriti nella banca dati del SII, il Sistema Informativo Integrato con cui le società elettriche possono sapere se il nuovo cliente è corretto oppure se è un fuggitivo delle bollette non saldate. 

 

FONTE: http://www.ilsole24ore.com

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