Mercoledì, 24 Gennaio 2018 20:00

bollette a 28 giorni: la risposta di CODACONS

Prima gli operatori tentarono di offrire il servizio con bolletta a 28 giorni invece che al mese. Poi l'Authority ha imposto il ritorno alla bolletta mensile. Ora gli operatori ci riprovano aumentando le tariffe. E la CODACONS si esprime.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di telefonia e cartelli degli operatori.

Sembra un tormentone: gli operatori sono dovuti rientrare nella fatturazione mensile, ma ora di tutta risposta aumentano le tariffe. E la CODACONS presenta un esposto.

Sembrava giunta la buona novella, quando finalmente TIM VODAFONE WIND e TRE avevano annunciato le date ufficiali in cui sarebbe ritornata la fatturazione al mese, invece della pregressa fatturazione ogni 28 giorni. Poi, ecco la sorpresa: la CODACONS accusa gli stessi operatori di inattesi ed ingiustificati aumenti delle tariffe.

Gi operatori, infatti, hanno annunciato - al momento solo TIM e VODAFONE, per la verità - che certo si adegueranno alle condizioni imposte dall'Authority in merito ai giorni di fatturazione, ma che altrettanto certo sarà l'aumento delle tariffe nella misura di poco sotto il 9 percento.

E subito è scattato l'esposto della associazione a tutela dei consumatori, per il tramite dell'antitrust (cioè l'autorità garante della concorrenza e del mercato), secondo la quale gli operatori stanno facendo cartello per eliminare la concorrenza e aumentare le tariffe. Infatti, le tariffe sono state - guarda caso - aumentate contemporaneamente e nella stessa modalità. Ancora, facendo due conti si scopre che l'aumento in questione - precisamente, l'8,6 percento - corrisponde all'aumento dei ricavi degli operatori per mezzo della pratica oggi illegale di fatturare le bollette ogni 28 giorni.

La posizione del CODACONS è chiarissima: "Abbiamo presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica contro gli aumenti tariffari decisi da TIM. Ora, dopo l’annuncio di Vodafone di incrementare i prezzi in egual misura, la situazione si aggrava, perché il sospetto è che possa configurarsi un cartello tra società teso a ridurre la concorrenza a tutto danno dei consumatori".

A dirla tutta, l'istanza della CODACONS segue quella analoga del PD, i cui esponenti parimenti avevano richiesto specifici controlli a valle della decisione degli operatori di aumentare le tariffe, spalmando gli aumenti in 12 mesi effettivi al fine unico di andare a perderci. Come disse un deputato PD, "le compagnie hanno variato unilateralmente le tariffe passando alla modalità di pagamento a 4 settimane e ora, non sapendo come fare, attribuiscono alla legge un costo che avevano maggiorato di nascosto e che era già esistente: è una doppia bugia".

Per chi vuole, le verifiche sulla propria tariffazione sono semplici: collegandosi per esempio al sito della TIM, possiamo effettuare una simulazione di quanto si andrà a pagare in più da marzo prossimo. E allora, se la tariffa attuale (a 28 giorni) è di 10 euro a fattura, da marzo guarda un po' diventerà di 10,86 euro. Analogamente per VODAFONE, per cui addirittura gli utenti hanno ricevuto un SMS in cui il gestore informa dell'aumento della tariffa mensile: nell'esempio, da 10 euro si passa a 10,95 euro. Il tutto in barba all'AGCOM, l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni: l'autorità non ha mai contestato i prezzi applicati dagli operatori, visto che questi fanno parte della libera concorrenza.

A questo punto, gli utenti degli operatori di telefonia devono sperare di poter ottenere i rimborsi che spettano loro per il canone illegittimo già corrisposto. Ma, beninteso, non è detto che ciò succederà: per il momento, gli interessati possono collegarsi a questo link per VODAFONE o questo link per TIM, quantomeno per verificare quanto dovranno pagare da marzo con la propria tariffa.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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