blockchain in Cina: la adottano già più di 140 servizi statali

blockchain in Cina

La Cina è vicina, si diceva una volta. Beh, ormai non è più vero. Oggi la Cina è avanti. Avanti con l’adozione delle tecnologie della blockchain nei servizi governativi ed al cittadino.

Abbiamo parlato di blockchain in Cina in questo articolo.

In Cina l’adozione della blockchain nell’infrastruttura nazionale procede spedita. Pare siano 140 i servizi governativi che fanno già uso di tali tecnologie.

Ne parla un comunicato stampa rilasciato il 15 luglio. Sul portale di notizie Beijing News. Ecco il link del comunicato. Nel quale il governo della Cina sta per pubblicare il primo piano nazionale per le applicazioni governative della blockchain.

Ad oggi sono già 140 gli “use case”.

I casi d’uso. 140 applicazioni della blockchain in Cina per servizi governativi. Distinti in tre grandi categorie. La condivisione e scambio di dati. Il trattamento cooperativo di dati fra aziende. Infine, I certificati elettronici e l’archiviazione di tali certificati.

A proposito, ecco le dichiarazioni di un funzionario governativo, responsabile del progetto.

La blockchain rappresenta una svolta epocale nel data sharing. Che è difficile anche solo paragonare con la tecnologia tradizionale.

“Archiviazione di certificati elettronici” significa che tale certificato viene salvato on-chain, e ciò migliora la credibilità e l’efficienza del processo di verifica.

Facciamo un esempio. La blockchain per la registrazione immobiliare. Il catasto cinese, se volete. Una piattaforma che coinvolge 11 enti governativi. Inclusa la commissione municipale per la pianificazione edilizia, la commissione per lo sviluppo abitativo urbano e rurale, l’Ufficio fiscale e l’Ufficio di pubblica sicurezza.

Gli uffici competenti gestiranno la registrazione dell’immobile. E salveranno le relative informazioni nella blockchain. Per assicurare la credibilità del certificato elettronico, e per rendere concreta la tracciabilità del processo.

In precedenza si era saputo come la Cina stesse progredendo nell’utilizzo delle tecnologie della blockchain. Per promuovere, non a caso, la condivisione di informazioni tra istituti medici in caso di future pandemie. Con alcune difficoltà, però. Perché i vari stakeholder, le aziende in gioco, hanno forte interesse a non condividere i propri dati. D’altronde, è gara aperta tra aziende per chi sarà la prima che scoprirà il vaccino per il COVID-19.

FONTE: http://www.bjd.com.cn/

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