BitHumb blocca il ritiro dei fondi. L’ennesimo furto.

Bithumb - hacker

E’ il primo exchange di criptovalute della Corea del Sud. Da stamani il suo portale avvisa i clienti che BitHumb ha subito un furto. Tradotto in italiano, il testo suona più o meno così: “appropriazione indebita interna”. Insomma, qualcuno con ruolo amministrativo, con le chiavi per poter muovere i fondi, è scappato col malloppo.

Abbiamo parlato di criminalità informatica in questo articolo.

Sappiamo di diversi exchange colpiti da hacker. O semplicemente, di exchange prosciugati dal proprietario disonesto. Oggi è il turno di BitHumb, che denuncia un furto di criptomonete. Si tratta della più importante piattaforma di scambio di monete virtuali in Corea del Sud. Sul canale Twitter ufficiale dell’exchange, avverte gli utenti che stato predisposto il blocco di prelievi e depositi. Da ora non entra e non esce più un soldo dai forzieri di BitHumb, almeno fin quando non è stata chiarita la dinamica del furto subito.

Tutto è iniziato con un allarme. Un meccanismo automatico della piattaforma ha segnalato che stava succedendo qualcosa di strano. I sistemi di monitoraggio hanno avvertito di aver rilevato un ritiro eccessivo di fondi.

Stava succedendo un furto di monete virtuali. Un bel malloppo: criptomonete come Ripple ed EOS, per un totale che al momento si stima ammonti a 20 milioni di dollari USA. Trafugati dagli hot wallet, i depositi che comunicano con internet. E che l’exchange usa per le transazioni in ingresso ed uscita dei clienti.

La società coreana che gestisce la piattaforma di scambio assicura di aver subito attivato le misure corrette. Cioè, prima ha interrotto ogni ingresso ed uscita di valuta da tutti gli hot wallet. Poi, ha proceduto a trasferire tutte le criptovalute nei cold wallet. In altre parole, in forzieri che non comunicano con l’esterno.

A seguire, è cominciata l’indagine interna, per spiegare come ciò sia stato possibile.

Le prime indiscrezioni ci danno già qualche elemento. Pare infatti che l’incidente sia in qualche misura riconducibile al comportamento anomalo di alcuni dipendenti interni all’azienda. Insomma, l’autore del furto a BitHumb potrebbe essere proprio un suo dipendente. Non si sa altro: sono in corso le indagini in collaborazione con la polizia sudcoreana e la Korea Internet and Security Agency (KISA).

Purtroppo, BitHumb non è un exchange nuovo a furto o attacco di hacker. Basta tornare a giugno dello scorso anno. Quando è stato accertato che un hacker era riuscito a rubare 30 milioni di dollari in criptovalute. Fortunatamente per gli utenti di BitHumb, il furto non aveva avuto conseguenze per loro. Infatti, la società aveva prontamente assicurato il risarcimento per tutti i clienti danneggiati dall’evento. Oltretutto, dopo l’incidente l’exchange era riuscito a ritornare in possesso di circa la metà dei fondi sottratti.

In tutti i casi, sembra che gli aspetti di sicurezza della piattaforma di BitHumb ultimamente lascino un po’ a desiderare. E chi ne paga le conseguenze è il personale. Questo mese, infatti, pare che BitHumb abbia licenziato il 50% del proprio personale. Passando da 310 a circa 150 dipendenti.

FONTE: https://it.cointelegraph.com

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *