Giovedì, 18 Gennaio 2018 13:57

Bitcoin: e venne il giorno (o quasi)

Nella notte tra lunedì e martedì scorso il Bitcoin, e con essa tutte le altre monete, hanno perso quasi la metà del proprio valore. Centinaia di miliardi di dollari in fumo. Ma mentre vi scriviamo, le stesse monete mostrano segni di analogamente sconvolgente ripresa. Tenetevi forte, si balla.

Parliamo ancora, dopo questo articolo, dell'andamento al cardiopalmo delle monete virtuali.

Da lunedì a ieri, l'intero mercato delle criptomonete ha perso oltre il 35 percento del proprio valore (la cosiddetta capitalizzazione). In tanti hanno gridato allo scoppio della bolla, in stile tulipano di altri tempi. In tanti, compreso lo scrivente, hanno invece invitato alla calma.

A partire dalla notte tra lunedì e martedì, il Bitcoin e quasi tutte le principali altre criptovalute hanno visto vaporizzare quota parte del proprio valore, fio a più di un terzo - la metà in alcuni casi. E' certamente stato il peggior momento del mercato delle criptovalute dalla loro ascesa durante la seconda metà del 2017.

Tradotto in numeri, come indicato benissimo sul portale di CoinMKTCap, la capitalizzazione totale delle monete virtuali è passata da circa 700 miliardi di dollari a meno di 450 miliardi nella fatidica notte: un tonfo medio di poco sotto il 40 percento. Ed ecco che in molti si slanciano in previsioni allarmistiche e ipotesi tragiche.

Ricapitoliamo: il Bitcoin ha è passato in una notte da 14.271 dollari a circa 10 mila, un valore che troviamo solo tornando indietro a novembre - a dicembre, ricordiamo, toccò i 20 mila dollari. Ethereum, la seconda criptovaluta per volume di affari, è passata da oltre 1.300 dollari a circa 835 dollari. Ripple, la terza criptovaluta da 1,83 dollari a meno di un dollaro.

Facciamo qualche considerazione: nonostante le enormi perdite, immense non c'è dubbio, siamo tornati più o meno ai livelli di metà dicembre. Tutto qui. Non è scoppiata la bolla, quello sarebbe stato nel caso di una perdita pressoché totale del valore. Insomma, il mercato non è collassato. Ancora. E sfidiamo chiunque a prevedere se e quando succederà: ce ne accorgeremo solo durante: per ora possiamo solo dire che le criptomonete possono continuare a perdere o 'rimbalzare', cioè recuperare terreno.

Il punto è che il mercato delle criptovalute è estremamente volatile: può fluttuare moltissimo tra picchi e crolli, lo abbiamo visto tante volte, e questo magari può essere solo un semplice assestamento del mercato, un evento normale dopo la grandissima crescita degli ultimi mesi.

Il problema è il 'panic selling', che accade quando molti investitori vendono per paura di un crollo del valore, e ciò contribuisce all'andamento negativo.

In tanti associano tale crollo alla notizia di una possibile chiusura dei siti di exchange sudcoreani: la Corea del Sud è il terzo Paese al mondo per volume d'affari in criptovalute, quindi ha certamente il suo peso sentire il ministro della giustizia che annuncia di voler chiudere i siti di exchange. Peccato che, poco dopo l'annuncio in questione, il primo ministro ha precisato che è soltanto un'ipotesi e per di più ci vorrebbero, semmai, parecchi mesi per attuarla.

Anche la Cina ha avuto il suo peso nelle notizie negative che hanno influenzato il crollo: il gigante asiatico vorrebbe sganciarsi dai Bitcoin limitando il settore del 'mining' e gli accessi ai siti di exchange. Ma, anche qui, sono notizie né chiare né tantomeno confermate: si sa che è complicato ottenere informazioni certe sulla Cina.

La verità è che molti investitori hanno colto l'affare: approfittano di questo momento per comprare criptovalute a un prezzo più basso, sperando che presto o tardi recuperi la quota di valore bruscamente persa: questa pratica ha un nome, si chiama 'buy the dips', ossia si compra una criptovaluta quando scende di valore e la si rivende una volta che è tornata ad aumentare. Semmai ciò succede, ovviamente.

Guardiamo un aspetto curioso: la ricorrenza dei crolli di valore delle monete virtuali. Nel 2015, è un fatto, il Bitcoin perse il 33 percento, nel 2016 il 16 percento, nel 2017 il 17 percento: sempre verso il 12 gennaio, sempre nel giro di poche ore. Detto così vuol dire poco, sembra quasi una teoria complottistica, anche perché moltissime sono le cose cambiate nel settore delle criptovalute negli ultimi mesi, quindi pensare che ci sia un 'potere oscuro', una 'regia occulta' dietro tutto ciòè veramente una follia. Ma resta il fatto che, negli ultimi tra anni, ogni 12 di gennaio la moneta perde valore sensibilmente.

Un'altra teoria ci dice che il calo di questi giorni è dovuto alle speculazioni di pochi, grandi investitori - le cosiddette 'balene', che hanno scommesso su un calo del valore di Bitcoin attraverso i contratti futures, acquistabili dallo scorso dicembre alla borsa di Chicago. In breve, sono contratti con i quali si scommette sul fatto che un determinato bene scende o sale di valore. Ecco la teoria: gli investitori che muovono grandi capitali hanno influenzato il mercato per fare scendere il valore del Bitcoin, sulla base della scommessa fatta un mese fa con i contratti futures. Sarà vero?

Mentre scriviamo questo articolo, tutte le criptovalute sono in vistosa, ruggente ripresa, pressoché pareggiando le clamorose perdite di lunedì notte. Si tratta dell'ennesimo scossone di assestamento, un mero 'dump' forzato dalle 'balene' o semplicemente un rimbalzo prima della caduta più importante? 

 

FONTE: http://www.ilpost.it

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