Lunedì, 16 Aprile 2018 10:23

Bitcoin recupera ancora terreno: chi c'è dietro?

La settimana scorsa è stata foriera di buone notizie per gli investitori in monete virtuali. Ora, superata la soglia degli 8 mila dollari, è lecito chiedersi se dietro questa impennata ci siano motivi provenienti da area russa o americana.

Parliamo ancora, dopo questo articolo, della ripresa del Bitcoin.

Il fatto è che il Bitcoin ha guadagnato quasi un quarto del proprio valore in appena una settimana, dopo averne perso i due terzi in meno di 100 giorni. Ai conti, si è registrato un 24 percento in appena 7 giorni.

Come sempre per questo tipo di investimento, ci sono diverse interpretazioni ma nessuna assoluta certezza. Ad esempio, notiamo la coincidenza con i giorni caldi delle tensioni tra Russia e Occidente, seguiti all'annuncio via Twitter del presidente americano Donald Trump di un attacco militare contro il regime siriano di Bashir al-Assad, accanto a nuove sanzioni contro decine di potenti russi vicini al governo del Cremlino. Conseguenza ne è stata che il rublo è crollato dell'11 percento, per poi recuperare nelle ultime due sedute della scorsa settimana.

Nel frattempo, si è registrato l'indebolimento - che nessuno può chiaramente spiegarsi - del franco svizzero, bene di rifugio classico contro le tensioni geopolitiche. Allora, immaginate in atto un rimpatrio dei capitali da parte di svariati oligarchi russi: presumibilmente, diversi disinvestimenti russi in Occidente starebbero traducendosi nel riversamento di nuovi flussi di denaro sulle criptomonete, apparentemente allo scopo di mettere al riparo i capitali da possibili ulteriori sanzioni dei governi. Almeno, è una spiegazione plausibile: se fosse vero, ciò vorrebbe dire che il Bitcoin è il nuovo bene di rifugio nei casi di tensioni tra Stati o - perché no - all'interno di essi.

L'altra plausibile spiegazione viene dagli USA, ed è correlata alla data del 17 aprile prossimo. E' il giorno ultimo per presentare la dichiarazione dei redditi da parte dei contribuenti americani. Tutto sommato, il motivo potrebbe essere questo: dal 20 marzo al 6 aprile, come abbiamo visto, le quotazioni della criptomoneta erano scese del 10 percento, in virtù della presunta necessità di molti di liquidare gli assets. Ora, in previsione della scadenza fiscale di metà aprile, molti annuserebbero l'opportunità di reinvestire, dato che chi ha dovuto vendere per monetizzare lo avrebbe già fatto.

In conclusione, la ripresa dei Bitcoin potrebbe essere semplicemente frutto di una positiva contingenza, del tipo di ciò che si verifica per l'andamento dell'oro, bene oramai tradizionalmente comparato alla criptovaluta: ossia, la moneta virtuale svolgerebbe il ruolo di porto sicuro, di bene rifugio per gli investimenti nelle fasi critiche. Oppure, la ripresa potrebbe ancora più semplicemente essere il risultato di fattori istituzionali come il mero pagamento delle tasse.

FONTE: https://www.investireoggi.it

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