Martedì, 02 Gennaio 2018 19:15

Bitcoin: previsioni shock per il 2018

Fare previsioni sull'andamento di un asset così speculativo è al tempo stesso facile - basta chiarire che sono stime a relativa probabilità di avverarsi - e difficile - il mondo delle criptovalute è ancora oggi nuovo ed imprevedibile. Cionondimeno, tanti istituti finanziari e bancari si lanciano in improbabili previsione. Vediamone alcune.

Riprendiamo il discorso delle previsioni sulle monete virtuali, già iniziato con questo articolo.

Tutti gli investitori della moneta virtuale, da chi ha 0,1 bitcoin a chi ne ha decine o centinaia, si fanno la stessa domanda: è una bolla pronta a scoppiare, ppure continua a salire ancora per tanto tempo? Ossia, conviene vendere quello che si ha o aumentare il proprio portafogli, comprando prima che salga ancora?

In questo senso, le stime più provocatorie sono le 'Shocking Predictions 2018' edite da Saxo Bank, che come ogni anno prepara un documento con cui traccia le previsioni più clamorose riguardo, evidentemente, asset al cardiopalmo come il Bitcoin.

Arriviamo subito al punto: Se le previsioni 'shock' di Saxo Bank sulla quotazione del Bitcoin si avverassero davvero, allora l'unico consiglio per chi ha questo asset è quello di prepararsi al peggio: vendere a breve, prima che la bolla esploda. Perché, secondo loro, l'andamento della quotazione nel corso del 2018 vedrà due successive e antitetiche fasi. La prima, per cui il prezzo subirà un apprezzamento molto consistente. La seconda, in cui assisteremo ad un clamoroso crollo.

In numeri, ecco quello che potrebbe succedere secondo la banca in parola: una prima fase a tono rialzista, che porterebbe il valore della moneta a circa 60 mila dollari. Poi, abbastanza repentinamente, a ciò seguirebbe una seconda fase a tono ribassista, che porterebbe il Bitcoin a toccare i 1.000 dollari.

Esatto, avete capito bene: secondo tale previsione, la bolla esploderà nel 2018 e causerà danni inattesi - immaginate chi compra tra i 20 ed i 60 mila dolllari e vede il proprio investimento crollare fino a 20 - 60 volte meno. Ed i motivi sarebbero, guarda caso, riconducibili alla probabile decisione della Russia di bloccare le criptovalute, in parallelo ad una analogo mossa operata da parte della Cina: tolti tali mercati, estremamente floridi per il Bitcoin, i danni sarebbero pesantissimi e quindi si tradurrebbero in un clamoroso deprezzamento, come detto.

Il problema, infatti, è che la moneta virtuale non dispone di fondamentali di alcun tipo, e non è soggetta al controllo da parte di alcuna banca centrale - nessuno che può intervenire a limitare i danni, cioè. Il prezzo del Bitcoin quindi subirebbe un brusco crollo a causa dell'unico, vero fattore oggi riconosciuto come determinante per il suo futuro: il riconoscimento da parte di enti e Stati.

Le dimensioni della bolla Bitcoin sarebbero enormi. Il crollo non sarebbe un ritracciamento pronunciato rispetto alle precedenti quotazioni record ma un quasi un annullamento. In base alle Shocking Predictions di Saxo Bank per il 2018, la quotazione BTC potrebbe sprofondare a 1.000 dollari.

Attenzione però: pesiamo le parole con la misura corretta. Ossia, abbiamo detto qual'è la previsione di un'autorevole fonte come Saxo Bank. Ma dobbiamo anche specificare la probabilità che la banca dà a tale stima: non più dell'1%. In altri termini, l'evento non è impossibile, ma è altamente improbabile: la possibilità che il prezzo del Bitcoin salga a 60 mila dollari e poi crolli fino a 1.000 dollari è decisamente remota.

Daltronde, è vero che l'andamento del Bitcoin nel 2017 è stato particolarmente frizzante, ma slo in direzione di salita: in fondo, dopo essere aumentato da 1.000 a 20.000 (da gennaio a dicembre), ha subito un forte ribasso, ma di 'soli' 6.000 dollari, tutto sommato cifre elevate in discesa ma non tali da annullare la precedente salita.

Cambiamo punto di vista. Il problema della moneta resta, secondo l'analisi di ING, il fatto che essa non potrà diventare, quantomeno nel breve - medio periodo - una vera e propria valuta di massa. E' questo l'enorme limite che, secondo ING, sarà alla base del crollo del Bitcoin. Tradotto, gli analisti di ING ritengono probabile che la moneta si gonfierà e poi inizierà un forte ribasso, il quale porterà il suo valore a livelli da asset di nicchia (diciamo dell'ordine del migliaio di dollari).

Come abbiamo visto, tutto sommato è visibile una certa convergenza tra l'opinione di ING e quella espressa dalle 'Shocking Predictions 2018' di Saxo Bank. Da tutto ciò emerge un quadro che ispira un solo consiglio: nel lungo termine, è saggio vendere i propri Bitcoin piuttosto che investire in short. Tuttavia, discorso contrario è per il breve termine: assunto il carattere fortemente speculativo del Bitcoin, il consiglio resta 'buy'.

 

FONTE: https://www.borsainside.com

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