Sabato, 15 Settembre 2018 12:00

Bitcoin: mining avanti tutta, nonostante la crisi

Il fatto oggettivo è che l'hashrate della rete del Bitcoin è raddoppiato negli ultimi 5 mesi. Mentre si è consumata, lo ricordiamo bene, una pesantissima crisi del prezzo della moneta virtuale. Apparentemente sono due notizie discordanti.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di Bitcoin.

Come riferito da Fundstrat, la società di investimenti guidata da Tom Lee e con sede a Wall Street , l'hashrate (diciamo: la potenza di calcolo) della rete di Bitcoin è di fatto raddoppiato dallo scorso maggio. In parallelo, il prezzo del Bitcoin e delle Altcoin è a dir poco crollato, seguendo un mercato fortemente ribassista.

In dettaglio, l'hashrate della rete Bitcoin è passato da circa 25 EH/s di maggio agli attuali 47 EH/s. Nel mentre, ci sono stati picchi record di oltre 57 EH/s.

Per chi volesse sapere cosa sono gli EH/S, una velocissima spiegazione: 1 EH/s equivale a 1.000.000.000.000.000.000 (un 'quintilione) di Hashes (operazioni elementari su informazioni crittografate) al secondo.

Ovviamente tutta questa potenza ha un costo. Tuttavia, grazie agli aggiornamenti delle vecchie mining farm e soprattutto ai miglioramenti introdotti dai nuovi ASIC (computer dedicati al mining, più efficienti in termini di consumo di elettricità per potenza di calcolo), il tasso globale di corrente elettrica utilizzata per il mining globalmente è aumentato di 'solo' 1 GigaWatt, rispetto ai precedenti 5,2 GigaWatt misurati a maggio 2018. Come dire, i Watt per H/s (se volete, il consumo di elettricità per potenza di calcolo) è diminuito, ossia il mining è diventato più efficiente.

Torniamo alla domanda iniziale: com'è possibile che la valutazione del mercato delle criptovalute è diminuita di circa l'80 percento e comunque l'attività di mining è crescita al 'solito' tasso esponenziale? Ossia, come mai l'attività di mining aumenta nonostante il prodotto ottenuto valga meno?

Domanda legittima: come noto, la difficoltà del mining in Bitcoin (ossia, quanto è difficile risolvere le operazioni crittografiche) varia in base all'hashrate totale della rete. Cioè, se ci sono meno miners al lavoro, la rete stessa adegua la difficoltà abbassandola. Diversamente, più miners sono al lavoro, più la difficolta sale. Conseguenza è che, con l'aumento della difficoltà, diventa ovviamente più difficile trovare nuovi blocchi, e quindi ottenere la ricompensa in Bitcoin. Che poi è il motivo per cui i miners sprecano tempo ed elettricità: ottenere la ricompensa in Bitcoin.

Oltretutto, la ricompensa per blocco di Bitcoin cambia una volta ogni quattro anni - o meglio, si dimezza (il meccanismo automatico si chiama 'halving', dimezzamento). Tutto ciò per dire che, al passare del tempo, minare costa di più in termini di risorse (hardware ed elettricità) e rende meno, sia per l'aumento di difficoltà per il numero crescente di miners che per l'automatismo dell'halving. Qualche miner potrebbe arrivare al punto da non coprire neanche le spese.

Invece, negli ultimi cinque mesi l'hashrate di Bitcoin è raddoppiato, ad indicare che - nonostante tutto - i miners sono ancora disposti ad investire nelle criptomonete anche se con margini di profitto più bassi. Oggi, più bassi, domani chissà: verosimilmente, le monete virtuali ottenute con il mining vengono messe da parte, in attesa che il loro prezzo torni a salire e quindi consenta loro di riientrare meglio con le spese del mining. Insomma, il mining potrebbe essere passato da un investimento 'mordi fuggi e reinvesti' (mino, guadagno monete, le vendo subito e con il denaro fiat ottenuto in parte compro altro hardware di mining) ad un investimento 'lavora e metti da parte' (mino, guadagno monete oggi di poco valore ed attendo che salgano di prezzo).

Lo conferma BitMEX Research, che rivela come Bitmain, la più grande società per il mining delle criptovalute, mantiene un basso margine di profitto ma comunque consolida il suo predominio sul mercato:

Ecco tradotto il testo di Bimex research: "Questi prezzi bassi sono probabilmente una strategia deliberata da parte di Bitmain, per spremere la concorrenza provocando loro un calo delle vendite e quindi difficoltà finanziarie. L'aumento della difficoltà e dell’adozione di Bitcoin è sempre un indicatore positivo. Infatti ciò significa che la rete blockchain di Bitcoin risulta più forte, più robusta e resistente agli attacchi. Inoltre, dimostra la volontà dei miners di continuare le loro attività nonostante il netto calo degli utili derivante dal calo del prezzo di BTC".

 

FONTE:https://www.cryptominando.it

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