Bitcoin in calo: non per colpa del COVID-19, ma di PlusToken

PlusToken schema Ponzi

Chiaramente, è una tesi. Non una certezza. D’altronde, in questi giorni a qualunque evento nefasto si associa l’etichetta “coronavirus”. Attenzione però a non generalizzare: anche sotto pandemia, i mercati virtuali sono sempre influenzabili da abili speculatori.

Abbiamo parlato di truffe con criptovalute in questo articolo.

Crollano i mercati azionari mondiali a colpi di statistiche sugli infetti – e, ahimé, i morti. Ma, dicono alcuni analisti, la contrazione del Bitcoin non è affatto dovuta agli stravolgimenti economici del coronavirus. Non è conseguenza diretta del dissesto sociale innescato dalle misure di confinamento adottate dalle Nazioni colpite dalla pandemia.

Nossignori. Il mercato virtuale è ancora, tuttora e per molto altro tempo ancora influenzato da speculatori spregiudicati, prima che da equilibri tra domanda ed offerta.

Ebbene, il calo del Bitcoin di questo fine settimana, da 9.100 a 7.700 dollari USA circa, è dovuto ad un elevato volume di vendite. E non al coronavirus. In particolare, è il risultato di un gigantesco sell-off dello schema piramidale PlusToken.

Conoscete i Bitcoin ma non conoscete PlusToken? Meglio. Perché si tratta di un gigantesco schema Ponzi. Uno schema piramidale. Una truffa, insomma. Si tratta di un wallet per criptomonete lanciato in Cina e Corea del Sud, che prometteva elevati guadagni per gli investitori. E, chiaramente, le promesse sono state disattese.

Il punto è che, attraverso una campagna pubblicitaria ben articolata e capillare, hanno raccolto monete virtuali per circa 70 mila Bitcoin.

Sì, avete capito bene. Parliamo di più di mezzo miliardo di dollari. Con i quali possono mettere in opera una gigantesca balena, una “big whale”, per influenzare i mercati e specularci sopra. E così siamo arrivati a quello che è successo questo fine settimana.

Secondo gli analisti che guardano costantemente i flussi di monete riportati sulla blockchain, gli organizzatori della truffa PlusToken stanno mettendo in vendita enormi quantità di Bitcoin. Provocando ad arte il crollo del prezzo.

Ci affidiamo a quanto denuncia Ergo, un account su Twitter che tiene traccia delle attività in Bitcoin ed altre monete da parte degli organizzatori della truffa PlusToken. Ebbene, Ergo ha mostrato come, negli ultimi giorni, è stata realizzata la vendita di un ordine di grandezza di circa 13.000 Bitcoin. Circa 100 milioni di dollari USA.

Le persone dietro PlusToken hanno anche utilizzato servizi di mixing per oscurare le loro azioni.

Ossia, servizi che letteralmente “mischiano” tra loro fondi in monete virtuali di diversa fonte, con l’intento di rendere non più distinguibili i propri fondi da quelli di altri. Insomma, un sistema di money laundry per criptomonete.

Tuttavia, Ergo ha identificato un paio di wallet. Che, sostiene, sono associati a PlusToken, e che hanno improvvisamente liquidato ingenti quantità di Bitcoin:

Sto osservando e analizzando la situazione da mesi. E non riesco a immaginare uno scenario dove le monete non vengono almeno in parte vendute. È probabile che gli exchange fossero al corrente della situazione già a partire da settembre. Avrebbero dovuto congelare gli account allora.

Secondo Ergo, in questo momento le vendite di criptovalute in questione stanno avvenendo molto più lentamente rispetto ad agosto dello scorso anno. Un periodo decisamente più intenso, in cui quindi le stesse persone hanno tentato la stessa mossa: far crollare il prezzo della valuta virtuale.

Ecco la tesi dell’analista. Le attività di PlusToken stanno significativamente influenzando la volatilità di Bitcoin. La pensa così anche l’analista Kevin Svenson, che su Twitter spiega:

Stanno inondando i mercati di sell order. Sostanzialmente c’è una gigantesca whale che vende non appena il prezzo aumenta.

Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà. Se il prezzo risale, evidentemente c’entra poco il coronavirus. Visto che, da oggi a domani, purtroppo, poco sarà cambiato.

FONTE: https://twitter.com/ErgoBTC

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