Bitcoin Cash: hard fork completato ma sprecati 14 blocchi

Bitcoin Cash virtual currency
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Per chi non se ne sia accorto, il Bitcoin Cash ha subito ieri un hard fork. Proprio il 15 novembre, ad un anno esatto dallo “scellerato” hard fork che ha separato la comunità tra BCH ABC e BCH SV. E che ha fatto crollare i prezzi del token. Stavolta l’evento è stato meno traumatico.

Abbiamo parlato della blockchain di Bitcoin Cash in questo articolo.

La blockchain del Bitcoin Cash ha completato ieri il previsto hard fork. Ricordiamo, per chiarezza, che dopo il disastroso hard fork di un anno fa, la dicitura Bitcoin Cash identifica il token BCH ABC. Diverso dal token BCH SV.

L’hard fork previsto il 15 novembre scorso era tutto sommato di lieve entità. Solo alcuni aggiustamenti tecnici all’algoritmo di consenso. Di cui la maggior parte degli utenti neanche si accorge. E che, detto chiaramente, non sconvolgono né migliorano incredibilmente la catena di blocchi del Bitcoin Cash. Né impongono alcuna nuova suddivisione della blockchain. Una blockchain era. Una blockchain rimane.

Quanto vogliamo mettere in evidenza è il fatto che, a seguito all’hard fork, i miner del Bitcoin Cash hanno sprecato risorse. Quelle necessarie per minare, o se volete per generare, 14 blocchi risultati invalidi. Blocchi, cioè, che non si sono aggiunti alla blockchain della moneta virtuale.

Tanto lavoro per nulla, diranno i miner. E tanta energia sprecata, diranno gli ecologisti.

Ci conferma lo spreco in questione il portale Fork Monitor. Il quale ieri ci reca la buona notizia. Che la rete di Bitcoin Cash ha completato con successo l’hard fork. Ma anche la brutta notizia. Che ben 14 blocchi, subito dopo l’hard fork, sono stati faticosamente minati. Ma che la rete li ha ritenuti non validi.

Il problema occorso è legato al mancato aggiornamento dei miner. Ossia, ci sono stati ripetuti tentativi di informare per tempo la comunità. Sulle modalità di passaggio dalla vecchia alla nuova blockchain. Tuttavia, risulta che una buona parte dei miner di Bitcoin Cash non ha effettuato l’aggiornamento alla blockchain conseguente all’hard fork. Tradotto, hanno minato una blockchain non valida. Hanno elaborato 14 blocchi vuoti. Che la rete della moneta virtuale ha considerato non validi.

Il problema c’è ancora. Ossia, al momento solo il 77% dei nodi di Bitcoin Cash risulta compatibile con la versione della rete conseguente all’hard fork. Ce lo confermano le statistiche del portale Coin Dance. Detto in altro modo, il 23% dei nodi sta ancora lavorando su una rete non valida. Cioè, sta lavorando inutilmente.

Vediamo di capire l’entità economica di tale errore.

Come noto, il block reward per il mining di un nuovo blocco di Bitcoin Cash è di 12,5 token. Che, al momento, valgono circa 3.300 dollari USA. Moltiplicato per 14 blocchi, vuol dire che il mancato guadagno dei miner si attesta su 175 BCH ABC. Pari a più di 46.000 dollari.

Non è la prima volta che, in vista di un hard fork, qualcuno non faccia i compiti a casa. Alcuni nodi rimangono indietro per svariate ragioni. La più semplice è che i gestori dei nodi si dimenticano di effettuare l’aggiornamento previsto prima del blocco che innescherà il previsto fork.

Comunque, come dicevamo all’inizio, di questo hard fork del Bitcoin Cash si sono accorti in pochi. L’evento non sembra aver avuto effetti eclatanti sul prezzo della criptovaluta. Che, come altre, continua a “stagnare” a circa 260 – 270 dollari. Con oscillazioni giornaliere in alto o in basso di lieve entità. Prendiamo la buona notizia: perlomeno, non è crollato come successo un anno fa. All’epoca dello scellerato l’hard fork che creò il BCH SV.

FONTE: https://forkmonitor.info

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