BCE ed euro digitale: fervono i preparativi

BCE Banca Centrale Europea

La Banca Centrale Europea mostra sempre più apertura alla possibilità di emettere la propria valuta, l’euro, in forma digitale. Addirittura, stringe i tempi per decidere e far partire il progetto. Una criptomoneta, chiaramente. Uno stablecoin, più precisamente.

Abbiamo parlato di BCE e stablecoin in questo articolo.

La BCE spinge per avviare l’emissione dell’euro digitale. Forse un anno fa, ma anche qualche mese fa, nessuno l’avrebbe detto. Visto che, soprattutto sotto Mario Draghi, l’istituto europeo aveva spesso guardato con sospetto iniziative inerenti il mondo delle criptovalute ed in generale delle valute digitali.

Invece, ora la BCE apre con insistenza all’ipotesi di euro digitale. Versione digitale della moneta europea. Facile, veloce e sicuro. Da affiancare nell’uso quotidiano alle banconote e monete in corso. Che continueranno ad essere emesse ed a circolare.

Addirittura, il 12 ottobre inizia la consultazione pubblica del progetto. Per Fabio Panetta, membro del Board of Supervisors della BCE, la questione dell’euro digitale è urgente.

Al momento a Francoforte ci sta lavorando un’apposita task force. Composta da esperti della BCE e delle 19 banche centrali nazionali. Si chiama “High Level Task Force on Central Bank Digital Currency”, HLTF CBDC. Ha recentemente pubblicato un rapporto sui pro e contro di questa rivoluzionaria innovazione.

Rapporto su cui, ovviamente, si baserà la suddetta consultazione pubblica.

E che resterà come riferimento per le decisioni sull’implementazione del progetto da parte del Consiglio Direttivo dell’istituto centrale. Ecco il link del rapporto.

Dovremmo essere preparati all’emissione di un euro digitale, qualora ce ne fosse bisogno.

Queste le parole del presidente della BCE, Christine Lagarde. Un chiaro intento a prepararsi ad implementare la soluzione digitale. Un percorso di valutazioni già avviato dalla Federal Reserve, la banca centrale USA. E, soprattutto, dalla People’s Bank of China, la banca centrale cinese.

Peraltro, nella più rosea delle ipotesi, infatti, la realizzazione vera e propria di un euro digitale così come lo immagina oggi la BCE richiederà non poco tempo. Diciamo da 2 a 3 anni. Tempi necessari innanzitutto per mettere a punto l’infrastruttura di back office e di front office. E, nel mentre, dirimere i tanti e complessi aspetti legali.

Ecco invece le parole di Fabio Panetta. presidente, tra l’altro, della citata task force.

L’introduzione di un euro digitale sosterrebbe la spinta dell’Europa verso la continua innovazione. Contribuendo inoltre alla sua sovranità finanziaria e al rafforzamento del ruolo internazionale dell’euro.

L’opportunità di emettere o meno un euro digitale è per la BCE una questione rilevante e urgente. Che stiamo analizzando con le banche centrali nazionali dell’area dell’euro.

A suo dire, quindi, la moneta unica in forma digitale preserverebbe il bene pubblico che l’euro costituisce per i cittadini europei. Ossia, il libero accesso a un mezzo di pagamento semplice. Universalmente accettato. Privo di rischi. Ed affidabile.

Ma veniamo al contenuto del rapporto della task force, la HLTF CBDC.

Il rapporto valuta le implicazioni di natura economica, strategica, tecnologica e sociale della ipotetica emissione di valuta europea digitale.

Delinea alcuni diversi scenari nell’area euro. In cui, secondo la BCE, l’introduzione dell’euro digitale potrebbe rivelarsi una mossa strategica.

La domanda in aumento per pagamenti elettronici. La cui soluzione sarebbe l’adozione di un mezzo di pagamento digitale europeo privo di rischi.

Il calo sensibili dell’uso di valuta contante come mezzo di pagamento.

Il contrasto all’uso di mezzi di pagamento privati di portata mondiale. Un chiaro riferimento a Libra, il progetto “congelato” di stablecoin di Facebook. Che, qualora realizzato, potrebbe generare problematiche regolamentari. E porre rischi per la stabilità finanziaria e la tutela dei consumatori.

Infine, l’interazione con altre monete digitali emesse da banche centrali estere. In primi, lo yuan digitale. Un progetto che viaggia su tempi molto più compressi di quelli della soluzione, eventuale, europea.

FONTE: https://www.ilsole24ore.com/

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