BCE: attenzione al rischio di stablecoin run

BCE Banca Centrale Europea

Il “bank run” è la corsa agli sportelli. Analogamente, secondo un’analisi della BCE, presto potremmo assistere ad un “stablecoin run”. Una corsa a liquidare le proprie posizioni su Tether ed affini. Vediamo perché.

Abbiamo parlato di stablecoin e BCE in questo articolo.

Secondo la BCE, presto si verificherà un “stablecoin run”.

Ma di che si tratta? Semplice, per capirlo basta considerare l’analogia con il più noto (e temuto) “bank run”.

Chiaramente, è tutta una questione di fiducia verso chi gestisce i nostri valori. In caso il sistema bancario nazionale mostri falle e dia adito ai risparmiatori di dubitare sulla sua solvibilità, avviene la bank run, tutti corrono agli ATM a ritirare denaro contante.

Ed è un fenomeno a catena.

Man mano che la banca perde liquidità, aumenta il rischio di default. E, spargendosi la notizia, la corsa agli sportelli diventa sempre più frenetica. Portando a certezza il rischio di default.

Bene. Lo stesso potrebbe succedere a breve, secondo la BCE, per lo stablecoin run. La corsa a liquidare i propri averi appena si verificasse una situazione di globale sfiducia nell’emittente dello stablecoin o del network. Ad esempio, per il Tether. Ci dice tutto in dettaglio un report dell 22 settembre della BCE. Ecco il link del report.

Spiega la BCE, il sistema degli stablecoin, o qualche sua parte, potrebbe , smettere di funzionare o perdere progressivamente la fiducia degli investitori.

Per diversi motivi. Come i ripetuti attacchi informatici ai danni del sistema. Oppure, i furti ai wallet. Ancora, i dubbi dei clienti sul valore della criptovaluta.

Una realizzazione di questo tipo potrebbe innescare un grande numero di riscatti di stablecoin. Che, a loro volta, rischiano di essere amplificati. Dalla misura in cui gli utenti fraintendono i fondi in stablecoin come un sostituto dei depositi bancari.

Non solo.

Sempre secondo la BCE, una stablecoin run potrebbe avvenire quando l’accordo della criptovaluta promette un valore fisso. Come nel caso di alcuni fondi tokenizzati. L’emittente della stablecoin sarebbe infatti tenuto a coprire tutte le perdite derivanti dall’investimento. Incluse, in particolare, quelle dovute a fluttuazioni dei tassi di cambio.

Ecco, in queste situazioni una liquidazione a catena degli asset in questione scatenerebbe effetti disastrosi. Con ripercussioni sull’intero sistema finanziario globale. E reazioni nei mercati emergenti, con una debole capacità istituzionale, che potrebbero portare ulteriori effetti a catena nelle economie più avanzate. Quelle in cui, per capirci, “risiede gran parte delle pool di asset in garanzia collaterale“.

Il mercato degli stablecoin è cresciuto voracemente nel 2020. Questo è un fatto. Quindi, se si avverasse la teoria della BCE sullo stablecoin run, ciò produrrebbe un enorme shock per la comunità crypto globale. Già solo basterebbe che collassasse Tether (USDT). Il maggiore stablecoin per capitalizzazione di mercato. Con oltre 42 miliardi di dollari in volume di trading giornaliero. Il doppio, circa, del Bitcoin.

FONTE: https://www.ecb.europa.eu/

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