Bank of Australia è poco convinta del successo di Libra

Philip Lowe

Abbiamo parlato dello stablecoin di Facebook in questo articolo.

Accanto a tanti entusiasti del progetto, il governatore dell’istituto di credito australiano si piazza in posizione controcorrente. Dice la sua: per Bank of Australia, il successo di Libra non è affatto garantito.

Philip Lowe è il governatore della Reserve Bank of Australia, la banca centrale nazionale del continente australe. Ebbene, per lui la criptovaluta di Facebook corre il rischio di non riuscire ad avere il successo profetizzato da tanti. Soprattutto, potrebbe non riscuotere l’adesione di massa che in tanti danno per ovvia.

Lo scrive in un recente resoconto su Libra, nel quale il capo di Bank of Australia si esprime così:

Dovrà passare parecchia acqua sotto i ponti. Prima che la proposta di Facebook diventi qualcosa che utilizziamo ogni giorno. Sono presenti parecchi ostacoli normativi. E l’azienda deve essere certa che esistano delle solide applicazioni commerciali. Non dobbiamo pertanto saltare a conclusioni affrettate.

Ed aggiunge che, in fondo, in Australia le cose vanno bene già così, con il sistema finanziario tradizionale cui già da tempo, a suo dire, applicano le innovazioni tecnologiche disponibili. In altre parole, per Lowe difficilmente le criptovalute diverranno popolari in Australia. Proprio perché il sistema finanziario tradizionale funziona già in maniera molto efficiente. Senza falle o problemi che le monete virtuali dovrebbero risolvere:

Da parecchio tempo sono convinto che questo genere di criptovalute non potrebbe avere successo in Australia. In quanto abbiamo un sistema per pagamenti elettronici molto, molto efficiente. Che consente ai nostri cittadini di portare a termine bonifici bancari in appena cinque secondi. Conoscendo soltanto il numero di telefono del destinatario.

Chiaramente, i più sono entusiasti dei potenziali vantaggi che offre il lancio dello stablecoin di Facebook.

Ma in molti la pensano più o meno come Lowe. E quindi, magari per motivi diversi, arrivano alla conclusione di Bank of Australia che Libra non serve. O, peggio ancora, potrebbe agitare poche opportunità accanto ad un maggior numero di problemi.

Maxine Waters è membro del Comitato per i Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. E la pensa, per ragioni diverse, come Lowe. Tan’è che ha richiesto l’interruzione del progetto Libra. Almeno, fino a che gli organi di regolamentazione non avranno avuto l’opportunità di esaminare potenziali problematiche. E prendere una decisione a riguardo.

In Europa si è espresso contro anche Bruno Le Maire. E’ il ministro francese dell’Economia e delle Finanze. Il quale ha affermato che la criptovaluta di Facebook “non può e non deve” diventare una moneta sovrana. Il motivo, visto dalla prospettiva governativa, è ovvio. Libra sfida la sovranità dei governi. Per il fatto di possedere attributi che “dovrebbero rimanere nelle mani degli Stati e non passare ad aziende private, che rispondono ad interessi privati“.

FONTE: https://it.cointelegraph.com

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