Austria: servono norme più rigorose per il settore crypto

Bitcoin in Austria

Le autorità del Paese oltralpe ritengono che il settore delle valute digitali nasconda un buon numero di frodi finanziarie. Ma anche attività illecite a fini di evasione fiscale e di riciclaggio. E vogliono prendere le giuste contromisure.

Abbiamo parlato di attività illecite con le criptovalute in questo articolo.

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In Austria si pensa a dare un giro di vite alle norme inerenti il settore crypto. I regolatori del Paese, infatti, stanno chiedendo a gran voce leggi specifiche e più severe. Rivolte agli operatori ed utenti di valute virtuali. Il motivo è semplice: il preoccupante aumento di elaborate truffe di investimento. Inerenti, guarda caso, asset digitali.

Ne parla un rapporto di Bloomberg. Pubblicato venerdì scorso, a questo link. Secondo il quale le autorità in Austria di controllo del mercato finanziario hanno espresso l’esigenza di norme efficaci per contrastare le truffe crypto. Che appaiono come il 60% di tutte le frodi finanziarie identificate nel Paese.

L’ente regolatore si chiama Austrian Financial Market Authority.

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FMA. Tale ente sostiene che i truffatori usano le piattaforme social, come Telegram e TikTok. Per pubblicizzare le proprie offerte truffaldine e cercare vittime.

Klaus Grubelnik è portavoce della FMA. Costui ha quindi messo in evidenza che servono regolamentazioni sulle valute virtuali più severe.

Riteniamo ci sia davvero bisogno di una regolamentazione più rigorosa.

Le offerte false per titoli azionari e oro sono in giro da sempre. Ma queste truffe si stanno ora spostando agli asset digitali a causa dell’hype che li circonda.

Nel 2018 il Ministero delle Finanze austriaco guidato da Hartwig Löger aveva richiesto una regolamentazione europea per le criptovalute. In relazione all’insorgere di episodi di riciclaggio di denaro. All’epoca ci si riferiva, in particolare, allo schema piramidale Optioment Bitcoin. Con cui i truffatori poterono sottrarre oltre 12.000 Bitcoin ad ignare vittime.

Più recentemente, lo scenario si è stato ulteriormente aggravato, con l’insorgere della pandemia di coronavirus. Tuttavia, nonostante i timori delle autorità, le borse tradizionali nel Paese ancora svolgono una vasta opera di promozione di trading su asset digitali.

La stessa Borsa di Vienna, ad esempio, ha quotato molteplici prodotti basati su criptovalute. A differenza degli USA, dove le autorità di regolamentazione non ha ancora consentito il trading di ETF crypto.

Ancora, in Austria sono in aumento i pagamenti in criptovaluta. Affidati, principalmente, al gestore A1 Payment. Che è anche uno dei maggiori operatori di rete mobile del Paese. E che, a luglio 2020, ha abilitato l’opzione per i pagamenti in criptovalute.

In Austria procede spedita, globalmente, l’adozione della blockchain. La Fondazione Iota ha avviato a novembre scorso una partnership con l’Università di Tecnologia di Vienna. Finalizzata a valutare le attività di ricerca nel campo dei registri distribuiti.

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FONTE: https://www.bloomberg.com/

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