criptomonete

Una finestra sul mondo, ancora poco conosciuto in Italia, delle monete virtuali come il Bitcoin. Una realtà nata come una sorta di gioco per pochi 'smanettoni', poi divenuto un fenomeno virale, che oggi rappresenta un mercato in cui girano interessi economici spaventosi.

Torniamo a dibattere di moneta virtuale, dopo questo articolo.

Ne parla, innanzitutto, Bloomberg: in un recente articolo sull'argomento, dichiara che "il collasso della Turchia spinge la volatilità della lira sopra quella del Bitcoin". Ossia, l'azienda (anche) di analisi finanziarie ha valutato come la terribile svalutazione della moneta nazionale turca abbia addirittura fatto registrare delle oscillazioni più estese della moneta virtuale per eccellenza, il Bitcoin. Il che, come sappiamo, non è da poco. E continua l'opinione di Bloomberg: "Le oscillazioni registrate dalla lira negli ultimi dieci giorni rispetto al dollaro statunitense hanno superato quelle del Bitcoin, in un contesto di forte crisi economica in Turchia".

Il punto è che in Turchia viene registrato un sempre maggiore interesse nelle criptovalute da parte della popolazione, in altre parole viene considerato sempre più un bene di rifugio contro la svalutazione della moneta nazionale, particolarmente avvertita in questi ultimi giorni in cui la lira, con un valore che da gennaio ad oggi si è più che dimezzato, ha raggiunto i minimi storici.

Guardando ai dati aggregati da Google Trends, si evince che l'interesse nel Bitcoin in Turchia è aumentato proprio in questo mese, ad agosto. In dettaglio, esattamente in questa settimana i siti web locali di exchange con la moneta nazionale hanno registrato un netto incremento dei volumi di scambio, addirittura superiore al 150 percento. Ed è facile dedurre come mai ciò possa succedere: mentre gli organi di regolamentazione nazionale impongono attenti controlli sui capitali dei cittadini e società turche, lo Stato di Recep Tayyip Erdogan non ha norme e politiche di controllo altrettanto efficaci per chi possiede e scambia monete digitali.

Conosciamo la posizione ufficiale della Turchia verso la criptovaluta: il Bitcoin, in poche parole, non è compatibile con la legge islamica (pur laica nel Paese) ma ciononostante i siti di exchange locali continuano a ricevere totale supporto da parte degli istituti bancari. Il risultato è un aumento della domanda di Bitcoin in Turchia, che evidentemente si traduce in un forte rialzo dei prezzi a livello locale. Tradotto in numeri, il valore del Bitcoin in piattaforme locali come BtcTurk è circa 500 dollari USA più alto rispetto a quello scambiato nella maggior parte dei servizi internazionali.

E non è detto che tale fenomeno sia arrivato al termine: la tendenza mostra segni di crescita per le settimane a venire, soprattutto considerato che la situazione economica nel Paese può ancora peggiorare, suscitando quindi un ulteriore aumento di domanda di criptovaluta.

 

FONTE: https://it.cointelegraph.com/

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Nella vita pubblica, è uno studente modello e bravo ragazzo statunitense. Nel privato, è un esperto hacker che, con tecniche sofisticate di ingegneria sociale e sfruttano il SIM-swapping, ha rubato ingenti somme in criptovalute. Banalmente, è un ladro.

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