approfondimento: come funziona il pump and dump

strategia pump & dump

Il pump and dump è una tecnica di manipolazione dei mercati. Che porta grandi profitti a chi la applica correttamente. E disastrosi perdite per chi invece si trova a subirla, e realizza cosa sta accadendo troppo tardi. Vediamo in dettaglio di che si tratta.

Abbiamo approfondito gli stablecoin in questo articolo.

Facciamo subito una precisazione. Nel caso di un mercato non regolamentato, come quello delle criptovalute, applicare la tecnica del pump and dump non costituisce reato. Diverso discorso, evidentemente, si applica ai mercati regolamentati, come quello azionario o obbligazionario.

Detto ciò, premettiamo anche che la pratica del pump and dump è cosa purtroppo nota. Guardiamo ad esempio quanto occorso negli ultimi sei mesi. Diversi gruppi di trading hanno manipolato il prezzo delle criptovalute sui maggiori exchange. Con volumi per almeno 825 milioni di dollari.

Soprattutto, generando centinaia di milioni di dollari di perdite a danno di chi si è trovato dal lato sbagliato della tabella buy / sell. Costoro, infatti, non hanno realizzato di trovarsi i mezzo a non meno di 175 schemi di pump and dump, realizzati per 121 diverse monete virtuali.

Cominciamo col tradurre la dicitura inglese. Chiamiamolo “pompaggio e scarico”.

E’ una delle forme più antiche di frode di mercato. Una sorta di “grande classico”. Funziona così. Gli operatori esaltano all’impazzata il prezzo di un titolo, di una moneta. Siamo nella fase di pump: il prezzo sale vertiginosamente, fino ad un prezzo massimo (prezzo di top). Poi, raggiunto un punto prefissato, il prezzo comincia a scendere. Ed entriamo nella fase di dump, con una discesa del prezzo altrettanto vertiginosa fino al prezzo minimo (prezzo di bottom).

Facciamo un esempio. Un titolo inizia a salire da un prezzo iniziale di 1 euro. Fino ad un prezzo di top di 10 euro. Dietro le quinte, un trader attua il pump comprando quantità enormi del titolo, ad un prezzo medio di 2 euro. Accanto a lui, tanti altri utenti – ignari che sia in corso un pump and dump – attirati dalla salita del prezzo acquistano il titolo. Diciamo ad un prezzo medio di 8 euro. Il trader ha smesso di acquistare: sono gli altri utenti che, di fatto, coi loro acquisti sostengono il trend in salita.

Raggiunto il prezzo di 10 euro, pari al prezzo di top prefissato dal trader, costui inizia a vendere il titolo ad un prezzo medio di 8 euro. Di conseguenza, visto l’ingente volume di vendite, il prezzo crolla. Tanto più velocemente quanto più dilaga il panico fra gli utenti che, quindi, si affrettano a vendere. Diciamo ad un prezzo medio di 4 euro. Col risultato di giungere ad un prezzo di bottom anche più basso di quello iniziale. Diciamo 0,5 euro.

Facciamo i conti: il furbastro ha comprato a 2 euro ed ha venduto a 8 euro. Ha guadagnato il 300%. Gli utenti ignari hanno comprato a 8 euro e hanno venduto a 4 euro. Hanno perso il 50%.

Detto così, sembra molto semplice. In realtà, non si tratta di un singolo trader. Il più delle volte è un’entità collettiva.

Tanti trader che si riuniscono e si coordinano in apposite chatroom, frequentate a titolo anonimo. La più importante di queste chatroom si chiama Big Pump Signal. E’ su piattaforma Telegram. Ha ben 74 mila follower. Ed è la più prolifica: lanciata a fine dicembre scorso, quando gli affari sulle criptovalute andavano benissimo, ha promosso ben 26 operazioni di pompaggio. Con un volume di criptomonete negoziate pari a circa 222 milioni di dollari USA.

Ne esistono tante altre, come Orion Pump, Mega Pump ed A+ Signals. Sono private. Accessibili solo su invito. E con moderatore anonimo. Spesso per aderire a tali gruppi è previsto un canone. Ed ovviamente non c’è alcuna garanzia che le informazioni diffuse saranno veritiere e porteranno profitto.

Lo schema di coordinazione tra gli elementi del gruppo è sempre lo stesso. Prima, si annuncia la data, l’ora e l’exchange su cui effettuare il pump. Poi, all’ultimo momento, si rivela la moneta su cui scatenare l’operazione di pump. Alla fine, i trader vittoriosi si vantano nel gruppo dei propri profitti.

Va detto che il profitto più consistente lo ottiene il moderatore del gruppo.

Sceglie la moneta. Sceglie le coordinate dell’operazione di pump and dump. Quindi, ha tutto il vantaggio per acquistare le monete ad un prezzo più basso degli altri e rivenderle a qualunque prezzo.

Citiamo un fatto realmente avvenuto. Ai primi di luglio, Big Pump Signal ha diffuso l’ordine di scuderia: iniziare ad acquistare una moneta virtuale di infima importanza, il Cloakcoin. Alle 15.00, sull’exchange Binance

E tanto si è avverato. La frenesia d’acquisto, provocata ad arte, ha fatto crescere il prezzo del Cloakcoin del 50%, passando da meno di 4 dollari a circa 5,77 dollari. Per poi crollare, dopo appena due minuti, sotto i 5 dollari. Due minuti in cui sono avvenute 6.700 transazioni per un volume equivalente a circa 1,7 milioni di dollari. Contro zero negoziazioni avvenute nell’ora precedente.

Come si è detto, nel mondo delle criptovalute questa è una pratica immorale. Palesemente scorretta.

Ma, ad oggi, non è una pratica illegale. Infatti, negli Stati Uniti la Securities and Exchange Commission (SEC) intenta regolarmente cause civili contro i fautori di questa tecnica fraudolenta. Quando è applicata ai titoli quotati in borsa. Ma, al momento, non esiste analoga giurisdizione per le monete virtuali. Lo spiega a chiare lettere Ben Yates, un avvocato di criptomonete della azienda londinese di servizi finanziari RPC:

Le borse online che trattano criptovalute sono mercati non regolamentati. Quindi il tipo di manipolazione del mercato vietato, per esempio, alla Borsa di New York, lì può essere sostanzialmente effettuato impunemente.

Per Dave Jevans, a capo della società di analisi sulle criptovalute CipherTrace, il trader è una sorta di malato: “Il trading è un gioco d’azzardo, e ne sono dipendenti“. E’ indubbia la frenesia nell’aderire all’operazione di manipolazione del mercato. Con l’intenzione di ottenere facile profitto in pochi istanti. Con la stessa bramosia con cui si attende il tonno durante la mattanza della tonnara.

Il rischio di perdere tutto gioca un ruolo fondamentale.

Come in una sorta di gioco del “criptocerino”: più a lungo si aspetta a vendere il titolo, dopo averlo acquistato in fase di pump, più aumenta il margine di guadagno e, corrispondentemente, il rischio di fare la fine del tonno.

Secondo il sito CoinMarketCap, che diffonde dati e statistiche utili ai trader di criptomonete, Binance è il più grande exchange per volumi trattati e per diversità di monete supportate. E proprio per questo, è la scelta tipica per attuare schemi di pump and dump.

Anche la scelta di moneta virtuale segue un certo profilo. Secondo le segnalazioni raccolte su Big Pump Signal, negli ultimi sei mesi le monete scelte per il pump and dump erano caratterizzate da scarsa attività di trading, appena sufficiente per suscitare un maggiore interesse ed attirare nuovi trader. E abbastanza a buon mercato per poterne acquistare una quantità significativa. Parliamo di Pesetacoin, Stealth e Agrello. Ed ovviamente Cloakcoin.

FONTE: https://www.milanofinanza.it

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