andamento difficile del Bitcoin: c’entra USA contro Cina?

Bitcoin virtual currency

Abbiamo assistito nelle ultime settimane ad un progressivo abbassamento dei prezzi di Bitcoin. E, in diversa misura, di tutte le monete virtuali. Qualcuno ci aveva predetto, invece, che le criptomonete avrebbero segnato importanti rialzi a fine 2019. Vediamo di capire che succede al mercato delle criptovalute.

Abbiamo parlato di andamento del Bitcoin in questo articolo.

Come osserva giustamente Forbes in un recente post, non serve guardare ogni momento all’andamento delle criptovalute per capire che il Bitcoin sta perdendo colpi. Che il prezzo stia progressivamente scendendo, oltretutto con un pattern abbastanza costante. Perlomeno, da luglio in poi il trend in discesa è abbastanza evidente. Guardate il grafico qui sotto.

andamento del Bitcoin nel 2019
andamento del Bitcoin nel 2019 – fonte: CoinMarketCap.com

La sua teoria è che l’andamento del Bitcoin sia influenzato grandemente dalla guerra commerciale tra USA e Cina. Ossia, la crociata intentata da Donald Trump contro l’avanzata dell’export cinese intentata dal presidente Xi Jinping. Vediamo di capirci di più.

Si parla di accordo di fase 1. Ossia, i due Paesi stanno avviandosi verso una tregua. Una riduzione della tensione commerciale tra i due Paesi. La quale, ci crediate o no, risulta strettamente correlato con il lento ma costante calo del prezzo del Bitcoin. E, di conseguenza, di tutto il parco criptomonete.

Al contrario, i progressi di questo accordo sono molto positivi per il mercato azionario. Ma pessimi per la domanda cinese di beni sicuri al di fuori della portata e, soprattutto, dell’effetto del suddetto conflitto commerciale. E ancor più, del rischio di svalutazione dello yuan cinese.

Insomma, ecco la tesi di Forbes. Ogni volta che la tensione commerciale sale, si verifica un aumento del prezzo del Bitcoin.

Purtroppo, però, ce ne accorgiamo sempre troppo tardi. Perché la tensione sale nei tavoli della politica. Dei cui risultati ci fanno sapere solo giorni dopo. Quando è troppo tardi per prendere misure sui mercati di azioni. E di Bitcoin.

Analogamente, influenze minori ma significative sul mercato del Bitcoin ce l’hanno anche tutti i progressi intermedi verso gli accordi. Visto che, per i momento, un accordo completo tra Cina e Stati Uniti è ancora lontano. Come lontani sono, ahimé, i massimi dei prezzi delle criptomonete a suo tempo registrati.

Detto quanto sopra, verosimilmente in questi giorni gli accordi stanno procedendo spediti. Ora ne vediamo gli effetti – una pesante caduta verso il basso del prezzo. Tra qualche giorno ne capiremo meglio le cause – ora per allora, chiaramente. Ancor peggio, non è ancora possibile prevedere cosa accadrà nel prosieguo dei rapporti commerciali in questione. E quindi, cosa accadrà al prezzo del Bitcoin.

A questo punto, direte voi, a parte congetture ed elucubrazioni mentali, cos’altro possiamo fare?

Semplice, guardare il grafico dell’andamento del prezzo del Bitcoin. Ed immaginarlo come un indice di riferimento. Una sonda che misura l’entità della guerra commerciale in atto. Cioè, acquisito il grafico come specchio dei rapporti commerciali tra USA e Cina, guardando come procede possiamo provare a capire come continuerà.

Ecco qui sotto il grafico, scarabocchiato da Forbes per meglio comprendere i segnali sottesi.

andamento del Bitcoin con annotazioni

Punto 1. In verde è tracciata l’ampiezza dell’oscillazione del Bitcoin. Utile a capire di quanto scende il prezzo ad ogni rimbalzo.

Punto 2. In linea rossa orizzontale alta è tracciato il livello di prezzo all’inizio della caduta. Quando l’attuale fase di diatriba commerciale è iniziata. Buono per capire a quanto può arrivare il prezzo nei futuri momenti di crisi commerciale.

Punto 3. In linea orizzontale bassa è tracciato il supporto minimo dopo la prima repentina caduta. Motivata da apparente positività nei rapporti commerciali. Vediamolo come un punto basso a cui verosimilmente può approdare l’attuale abbassamento dei prezzi del Bitcoin.

Bene. Messo tutto quanto detto a sistema, ecco le conclusioni che possiamo trarre da questo modello, molto semplificato, dell’andamento del Bitcoin.

Intanto, possiamo dire che se c’è un percorso rapido per un accordo completo, il Bitcoin toccherà il minimo già registrato nel 2019 abbastanza rapidamente. Poi, che potrebbe esserci una piccola pausa appena sopra i 6.000 dollari. Ma poi il prezzo continuerà a scendere. Infine, che il prezzo può capitolare a meno di 4.000 dollari. In mezzo a tutto ciò, qualora si verificassero battute d’arresto della guerra commerciale, ci potremmo attendere un rally di Bitcoin fino a 9.000 dollari USA e oltre.

Guardiamo ora al lato politico della vicenda. Il destino elettorale di Donald Trump. Se dovesse vincere le elezioni il prossimo anno, la Cina dovrà accontentarsi delle briciole. Da un lato, Trump vorrà resistere all’accordo e continuare a negoziarlo dopo le elezioni, in un clima che lo vede più forte di oggi. Dall’altro lato, Xi Jinping vorrà chiudere quanto prima l’accordo, tappandosi il naso ed accogliendo tutte le odierne richieste di Trump. Per evitare di tirarla alle lunghe ed arrivare al momento della vittoria elettorale di Trump.

Previsioni? Proviamoci. La stampa USA dà per tutt’altro che scontata la rielezione di Trump. In tal caso, la Cina resterà indietro alle offerte di negoziazione USA. E Trump non accelererà certo, anche per rincarare le dosi di accuse contro la Cina di mettere i bastoni tra le ruote all’amministrazione USA. Nel caso, quindi, Trump perda la rielezione, un vincitore democratico chiuderà rapidamente un accordo con la Cina. Non fosse altro, per snobbare l’eredità di Trump e andare avanti con la propria agenda. Risultato, fino alle elezioni la campagna fermerà o infiammerà la guerra commerciale. Ed l’andamento del Bitcoin, fino ad allora, vedrà un aumento di prezzo.

Allora, mettiamo la Cina continui a remare contro l’amministrazione USA.

Scommettendo contro le probabilità di rielezione dell’attuale presidente. E mettiamo pure che la Cina sbagli, e che Trump alla fine viene rieletto. Immaginate allora le ritorsioni commerciali di Donald Trump alla sua rielezione. Cui corrisponderebbe un poderoso rally in salita del Bitcoin.

La verità è che oggi la notizia di Trump rieletto o no si gioca intorno al 50/50. Le probabilità non sono nettamente a favore di una delle due ipotesi. Quindi, tutto sommato, ci sta che il Bitcoin continui a sobbalzare intorno a 6.000 dollari, influenzato dai rumors tra USA e Cina. Poi, ognuno faccia la sua puntata. I credenti punteranno, acquistando sotto 6.000 dollari. I non credenti, diversamente, si terranno debitamente alla larga.

FONTE: https://www.forbes.com/

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