alluvioni in Cina, ma l’hashrate del Bitcoin non ne risente

alluvioni in Cina

Le precipitazioni intense e le esondazioni dei fiumi sono un disastro per molti cittadini e per molte industrie. Comprese le mining farm. Inaspettatamente, però, nonostante le alluvioni in Cina l’hashrate del Bitcoin non mostra sensibili flessioni.

Abbiamo parlato di iniziative governative in Cina in questo articolo.

Ci parla delle disastrose alluvioni nel paese asiatico un apposito canale su Twitter. Il quale, tra foto e video, ci parla di una situazione drammatica. Con danni ingenti anche alle tante mining farm presenti in Cina. Ma, nonostante la esasperata situazione meteo, constatiamo che l’hashrate del Bitcoin resta saldamente ai suoi massimi storici.

Si parla di mining farm devastate. Nella provincia cinese dello Sichuan i post su Twitter del 20 agosto parlano di vera e propria stagione delle piogge, con danni seri per le mining farm di Bitcoin. Una, in particolare, è la mining pool Poolin. Non una qualunque mining farm in Cina, ma la quarta più grande della rete Bitcoin, che quindi incide significativamente sull’hashrate.

Ebbene, le inondazioni avrebbero completamente distrutto i suoi stabilimenti. E costretto i dipendenti a spalare tra tonnellate di limo. Nel tentativo di salvare le costose attrezzature dalla piena alluvionale. Ecco le parole dei funzionari della mining farm Poolin su Twitter:

Una mining farm locale con sede nello Sichuan, in Cina, è stata DEVASTATA dalle forti piogge nella regione.

Red Li è cofondatore del sito di notizie cinese 8btc. Costui ha mostrato alcuni riscontri fotografici delle inondazioni. Ed osservato che, stranamente, gli eventi non hanno più di tanto influito sulle prestazioni della rete Bitcoin:

Sembra che l’hashate non sia stato influenzato molto.

Qualcuno giustifica la mancata causalità tra inondazioni in Cina ed hashrate del Bitcoin.

Con la constatazione che il gigante del mining Bitmain non è stato interessato dagli effetti del meteo avverso. Come dire, qualcun altro ha comunque contribuito a reggere il colpo.

Potremmo concludere che ci vuole ben altro che una alluvione stagionale in Cina per buttar giù l’hashrate del Bitcoin. Ricordiamo infatti che, lo scorso luglio, si verificarono forti alluvioni in Cina. Più disastrose di quelle odierne. Tali da portare danni ad un maggior numero di stabilimenti di mining. Allora. Ed infatti, il disastro di allora si tradusse in un calo visibile della potenza di calcolo della rete Bitcoin. Fatto che portò, oltretutto, ad una flessione del prezzo della criptovaluta. Partì infatti un vistoso trend ribassista. Che, ricordiamo, fece scendere il prezzo del Bitcoin ad un minimo di 3.100 dollari USA.

Quei tempi sono lontani. Da inizio 2019, ed indipendentemente dal meteo in Cina, l’hashrate del Bitcoin guadagna ogni giorno nuovi record. Stando ai dati registrati dal sito Bitinfocharts, oggi si aggira intorno a 79 trilioni di hash al secondo. Ieri si era attestato a 82,5 trilioni di hash al secondo.

FONTE: https://twitter.com/officialpoolin

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