Giovedì, 22 Febbraio 2018 13:09

Alitalia e Trenitalia si alleano

Come sempre si dice, quando due concorrenti forti sul mercato si alleano, da ciò non derivano risparmi per l'utente ma solo l'affermarsi di posizioni di cartello che portano ad inevitabili rincari.

Dopo questo articolo, ecco l'ennesima puntata discutibile della storia di Alitalia. Che, stavolta, stringe alleanza con Trenitalia.

Sui tavoli delle grandi decisioni sta prendendo forma l'alleanza tra Alitalia e Ferrovie dello Stato. Con l'unico, sicuro risultato per l'utente - cittadino di vedere sensibili rincari sulle tariffe dei biglietti.

Stavolta viene sbandierata, guarda un po', come possibile soluzione per dare supporto alla disastrata Alitalia, che già a 10 mesi dal commissariamento resta tuttora senza pretendenti ufficiali: nessuno, a quanto pare, la vuole e soprattutto la ritiene un buon investimento.

Beninteso, ancora nulla di concreto. Fatto sta che la stampa riporta i dati di fonti 'sicure' secondo le quali le rispettive dirigenze avrebbero in mente di vagliare un'alleanza tra le compagnie, la rete ferroviaria italiana e la compagnia aerea di bandiera. Idea che era stata già ventilata negli anni passati, quando il capo di Ferrovie dello Stato era Mario Moretti. Addirittura, la spinta all'alleanza pare non venga dal nuovo amministratore delegato - Renato Mazzoncini - ma, verosimilmente, dalla sempre ingerente politica.

Veniamo ai contenuti dell'intesa. Il punto focale è integrare il sistema dei trasporti pubblico con quello privato, un'operazione che, apparentemente, potrebbe avere risvolti positivi - nel senso di ottimizzare i servizi al cittadino. Infatti, una tale alleanza porterebbe, per cominciare, a programmare in modo più razionale gli orari dei treni nei pressi degli aeroporti, sincronizzzandoli a quelli dei voli più frequenti. Ma il rischio è che, così facendo si creano monopoli, dove qualcuno gestisce con poca concorrenza alcune tratte lasciando il controllo delle restanti ad altri.

Facciamo un esempio: la tratta Roma - Milano. Con TRENITALIA, un vettore Frecciarossa ti porta a destinazione in meno di 3 ore. Cioè, non conviene prendere un aereo per tale tratta: tra raggiungere l'aeroporto, tempi di attesa per il check-in e controlli di sicurezza, arrivo e raggiungimento della destinazione, occorre verosimilmente un tempo maggiore e maggiori impicci. Ma, allo stesso tempo, è bene che il prezzzo del treno sia non più alto di quello dell'aereo: chi gestisce il Frecciarossa sa bene che, oggi, se alza i prezzi del treno oltre quelli del corrispondente aereo potrebbe perdere clienti, disposti magari ad un viaggio più faticoso ma più economico.

E' l'essenza della concorrenza: offrire un servizio non peggiore, al limite migliore, a prezzi comunque più bassi.

D'altronde, se Alitalia è sul baratro del fallimento è perché si è rivelata incapace di valorizzare le tratte domestiche, che poi sono il suo 'core business' da quando ha ridotto le rotte internazionali, trasformandosi di fatto in un vettore nazionale.

In pochi anni, ad esempio, il numero dei passeggeri di Alitalia tra Roma e Milano è calato di 7 milioni, giungendo a quota 17 milioni, e tornando solo nel 2017 sopra quota 20 milioni. Allora domandiamoci, cosa succederebbe se Alitalia e TRENITALIA si accordassero su tale tratta? Semplice, fine della concorrenza sulle tratte domestiche, oggi più remunerative per i treni. Allora, Alitalia sposterebbe i suoi voli fuori del territorio nazionale, magari tornando a percorrere o aprendo nuove rotte asiatiche. Tutti e due ci guadagnerebbe, ma per l'utente?

Torniamo alla tratta tra Roma e Milano: oggi si può prendere l’auto, il treno o l’aereo. La prima possibilità è scartata a priori da 19 italiani su 20: quasi tutti ripiegano ormai sul treno, soluzione vantaggiosa innanzitutto per il costo del biglietto. Invece, se a causa dei suddetti accordi venisse meno l'opzione dell’aereo, Frecciarossa potrebbe ragionevolmente abusare della sua posizione dominante per imporre ai passeggeri biglietti più cari e magari ridurre anche la frequenza dei treni: mancando l'aternativa aereo, i poveri viaggiatori dovrebbero comunque accettare tale situazione. Ovviamente, lo stesso potrebbe fare Alitalia con le tratte in cui il treno viene sospeso: certo, ci sono sempre le altre compagnie aeree low - cost.

In finale, pensare ad una partnership tra Alitalia e TRENITALIA non è di alcuna utilità per la clientela senza una parallela ulteriore liberalizzazione nel settore dei treni. Altrimenti, i passeggeri si ritrovano con aumenti di prezzi ed inevitabili disagi, dato che è verosimile attendersi una diminuzione del numero di voli e di treni nelle tratte nazionali in cui binari e cieli si mostrano oggi in concorrenza. Due gli effetti: per primo, TRENITALIA, oggi società pubblica, dovrebbe pagare per rilevare la compagnia e i suoi debiti - ed indovinate come compenserà tali maggiori oneri - per secondo, aumenterebbe certamente il prezzo dei servizi di trasporto venendo a mancare il regime di concorrenza.

Che dire, speriamo che una volta tanto l'Antitrust si fa sentire e non avalli l'operazioni 'di sistema' a discapito dei soliti noti - i cittadini.

FONTE: https://www.investireoggi.it

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