Afghanistan: con i talebani cresce l’adozione del Bitcoin

Bitcoin in Afghanistan

Come spesso succede, situazioni turbolente a livello sociale e politico portano ad una maggiore adozione delle criptovalute. Non fa eccezione l’Afghanistan, dove recentemente sono tornati al potere i talebani.

Abbiamo parlato di andamento del Bitcoin in questo articolo.

Ledger Nano X - The secure hardware wallet

Con il ritorno dei talebani in Afghanistan, si registra anche un cambiamento nell’adozione del Bitcoin. Non è incredibile, a pensarci bene, che un momento turbolento per il Paese asiatico possa spingere i cittadini verso un’economia “parallela”. Quella delle criptovalute, appunto.

Veniamo ai numeri. Registrati Chainalysis nella sua annuale analisi e rapporto Global Crypto Adoption Index. Ebbene, l’Afghanistan dei talebani si trova oggi al 20° posto in quanto ad adozione, in particolare, di Bitcoin. Su un totale di 154 Nazioni in analisi. Pensate, fino all’anno scorso, con presidente l’economista Ashraf Ghani, il Paese non rientrava nemmeno in classifica.

adozione crypto in Afghanistan
Global Crypto Adoption Index – fonte blog.Chainalysis.com

In dettaglio, l’analisi di Chainalysis ci rivela che negli ultimi dodici mesi il tasso di adozione delle criptovalute a livello globale è aumentata dell’880%. Spinto soprattutto dal forte interesse nelle economie emergenti

I nostri dati mostrano che i residenti di sempre più Paesi in tutto il mondo si stanno tuffando nelle criptovalute.

Molti mercati emergenti stanno affrontando una significativa svalutazione della propria valuta. E questo sta spingendo i residenti ad acquistare criptovalute su piattaforme P2P, al fine di preservare i propri risparmi.

Altri in queste aree usano gli asset digitali per effettuare transazioni internazionali. Sia per singole rimesse che per casi d’uso commerciali. Come l’acquisto di beni da importare e vendere.

L’Afghanistan non fa eccezione in questo ragionamento.

Trezor - hardware wallet

Il recente rovesciamento del potere nel Paese a vantaggio dei talebani ha innescato un vero e proprio collasso dell’economia nazionale. L’improvvisa chiusura delle banche. La carenza di contanti. E la sospensione dei trasferimenti internazionali di denaro da parte dei principali fornitori di rimesse. Soprattutto, Western Union e MoneyGram.

Accanto a ciò, gli Stati Uniti hanno congelato circa 9 miliardi di dollari facenti parte delle riserve della banca centrale afghana. Mentre la svalutazione della valuta locale ha provocato un aumento dei prezzi dei beni e dei servizi di base. Ovvia la conseguenza temuta dagli economisti: il rischio di iperinflazione nel Paese.

In tutto questo scenario, il Bitcoin rappresenta un’opzione appetibile per i cittadini afghani che vogliono conservare i propri risparmi o trasferire fondi all’estero. Data la sua natura decentralizzata, è l’unica opzione di riserva di valore. Addirittura, alcuni sostenitori delle criptovalute nel Paese hanno proposto l’introduzione di un “Bitcoin standard” che garantisca la sovranità monetaria dell’Afghanistan. Come riportato in questo post su Twitter.

post Twitter su Afghanistan

Tradotto, per diventare uno Stato realmente sovrano, secondo il post, l’Afghanistan dei talebani deve evitare ogni coinvolgimento con l’ONU. Non deve contrarre prestiti con nessuno. E deve adottare come valute nazionale il Bitcoin standard.

Billfodl - seed custodian

FONTE: https://blog.chainalysis.com/

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *