500 milioni di token Ripple spostati dall’escrow wallet

Ripple

Così tanti XRP sono usciti dall’escrow wallet. Il fondo di garanzia della società Ripple. Brad Garlinghouse si prepara al lancio di una IPO?

Abbiamo parlato di iniziative commerciali di Ripple in questo articolo.

Allarme balena: mosso mezzo miliardo di token Ripple dall’escrow wallet. Nulla sfugge al servizio del portale internet Whale Alert. Che prontamente informa la comunità sui maggiori trasferimenti attraverso il proprio canale Twitter.

Un rapito premessa per chi non conosce benissimo le dinamiche di questa moneta virtuale.

Ripple è un sistema di trasferimento di fondi in tempo reale, basato su protocollo open source. Creato dall’omonima società, il cui attuale CEO è Brad Garlinghouse. Si basa su blockchain ed ha un proprio token (XRP), non soggetto a mining, che rappresenta il bene da trasferire.

Un escrow agreement è un accordo di garanzia nel diritto anglosassone. In breve, con tale accordo alcuni beni, oggetto di intesa tra soggetti, vengono depositati in garanzia presso un soggetto terzo ed indipendente da loro. Costui custodirà i beni fino al manifestarsi di una condizione che individui a chi spetta la proprietà dei beni.

In questo caso, i beni sono token Ripple, custoditi in un escrow wallet gestito da una fiduciaria in forma di blockchain.

Inizialmente erano 55 miliardi di token. Sottratti dalla distribuzione iniziale e bloccati in un wallet. Ebben, i token vengono rilasciati, al ritmo di un milione ogni mese per 55 mesi, alla società Ripple per l’immissione sul mercato. A questo link sono riassunti tutti i passaggi passati e futuri del rilascio di tali token. Tra essi è visibile quello di cui parliamo oggi.

Ci concentriamo sulla odierna transazione da 500.000.000 token Ripple, provenienti da escrow wallet. Più o meno, una balena dal valore di 120 milioni di dollari. Confrontiamo questa notizia con l’andamento del token da inizio anno.

grafico Ripple - rilascio da escrow wallet
andamento del token Ripple un mese prima e durante il rilascio da escrow wallet

Guardiamo la linea gialla, l’andamento rispetto al Bitcoin. Nessuna sostanziale oscillazione prima e nei pressi dell’atteso rilascio di token Ripple da wallet escrow. Le uniche oscillazioni, registrate sul valore della moneta virtuale su dollaro USA, sono infatti dovute all’andamento del Bitcoin.

Notiamo anche che il precedente rilascio, avvenuto il primo gennaio, aveva prodotto una sonora impennata del prezzo circa una settimana dopo. Intorno al 7 gennaio. Il che potrebbe indurre a pensare che, per vederne una analoga, dobbiamo aspettare ancora qualche giorno.

Nel medio termine, però, l’immissione di liquidità da fondo escrow nella blockchain di Ripple non ha scosso il mercato della criptomoneta in maniera significativa.

Certo, quando il valore del Bitcoin aumenta, poco dopo anche il mercato di parecchie criptovalute ottiene una crescita. Ma in misura molto modesta per Ripple, rispetto ad esempio a Litecoin. Quest’ultimo a gennaio è salito del 65%. Mentre Ripple è incrementato del solo 26%.

Facciamo allora qualche supposizione. Partendo da un apparente contraddizione nelle dichiarazioni di Ripple. Espressa durante una recente intervista del CEO Brad Garlinghouse. Il quale ha affermato che l’azienda non può controllare l’offerta di token Ripple. Ma, al tempo stesso, è pronta ad intervenire, nel caso in cui una singola entità tentasse di acquistare troppe unità di criptovaluta per fini di manipolazione del mercato:

Non vogliamo che qualche altra entità compri un sacco di XRP e li scarichi sul mercato.

Due affermazioni apparentemente contraddittorie. Cui si aggiunge anche il sospetto che la società Ripple pianifichi il lancio di una IPO, Initial Public Offering. Finalizzata a quotare la società in Borsa. Ci appoggiamo, ancora una volta, alle recenti affermazioni di Garlinghouse:

Nei prossimi dodici mesi vedrete parecchie IPO nel settore crypto e blockchain. Noi non saremo i primi e nemmeno gli ultimi. Ma mi aspetto che Ripple sarà una delle aziende di maggior successo in questo campo. È un’evoluzione naturale per la nostra compagnia.

Diamo per buono che, tra non molto, la società di Garlinghouse verrà quotata in Borsa.

E qui si sprecano le opinioni sulla reazione del mercato della criptomoneta. Ossia se, a causa di tale evento, il prezzo del token va a salire o a scendere.

Chi dice che andrà a scendere. Perché la società ancora fatica a sostenere le proprie iniziative con fondi guadagnati dall’operatività dei servizi. E quindi, frequentemente, deve vendere i propri token per avere liquidità. Un domani, quotata in Borsa, le vendite dovranno essere annunciate agli azionisti. Causando il crollo del prezzo del token.

Chi, invece, dice che andrà a salire. Perché, rispetto ad oggi, il collocamento in borsa permette di raccogliere nuova liquidità. Con cui poter evitare di vendere token e continuare ad innovare l’azienda. Creando le premesse, così, per un aumento del prezzo del token progressivo e sostenibile.

FONTE: https://whale-alert.io

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