Venerdì, 04 Settembre 2015 14:00

voucher lavoro: la procedura telematica

Altra novità in campo lavoro: i committenti professionisti, cioè coloro che cercano il professionista per forniture e servi a loro favore, possono acquistare i voucher INPS per ottenre prestazioni di lavoro accessorio solamente online. Vediamo la procedura telematica che bisogna seguire.

Pensate: stanno ormai spopolando i voucher INPS per il lavoro accessorio. E quindi la prima domanda: come si acquistano?

Facciamo una prima precisazione: c'è differenza a seconda che il committente del lavoro accessorio sia un datore privato o un'impresa. Infatti, nel secondo caso non più possibile acquistare i voucher lavoro presso gli sportelli delle Poste, mai buoni lavoro vanno comprati esclusivamente per via telematica. Ed allora, qual è la procedura da seguire?

E veniamo alla legge in materia. Il decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015, entrato in vigore dal 24 giugno 2015, ha modificato la normativa sul lavoro accessorio, in particolare con l'obiettivo di dare maggiore tracciabilità ai voucher acquistati da committenti imprenditori o professionisti. A tal fine, infatti, è stato imposto l'acquisto online. Ed ecco: i buoni sono numerati progressivamente e datati. Ancora, oltre che sul sito dell'INPS è possibile acquistare i voucher lavoro in via telematica presso uno dei tabaccai che aderiscono alla convenzione INPS – FIT, ma anche tramite internet banking nel caso delle molte banche abilitate.

In dettaglio, la procedura di acquisto telematica si sviluppa sui più fasi.

Prima di tutto, il committente deve registrarsi presso l'INPS - per qui pochi che ancora non l'hanno fatto - tipicamente recandosi allo sportello INPS più vicino o creando l'account sul sito, o ancora contattando il call center telefonico.

Poi, bisogna provvedere ad accreditare il prestatore, cioè il lavoratore per il quale si richiede il voucher - anche questa registrazione può avvenire allo sportello o sul sito o telefonicamente. La verifica dei dati anagrafici inseriti richiede di massima due o tre giorni.

A questo punto, il prestatore, obbligatoriamente maggiorenne, riceverà dopo circa un mese dalle Poste Italiane la carta (la cosiddetta INPS card, detta anche "Postepay virtual"), utile per l'accredito delle somme dovute per il lavoro accessorio. Incomma, il pagamento del lavoro viene tracciato tramite tale carta.

Infine, per concludere la fase di registrazione occorre la sottoscrizione del contratto relativo all'utilizzo della carta da parte del lavoratore, nonché l'attivazione della carta presso un ufficio postale mediante accredito minimo di 5 euro. Prima dell'inizio dell'attività - o al più tardi il giorno stesso, ma comunque prima che inizi effettivamente il lavoro accessorio - il committente deve effettuare la dovuta dichiarazione. E appunto, quest'ultima deve contenere esplicitamente:

- l'anagrafica di ogni prestatore ed il relativo codice fiscale

- la data di inizio e di fine presunta dell'attività lavorativa

- il luogo di svolgimento della prestazione.

E quindi, finita la prestazione, il committente dovrà comunicare all'INPS l'effettivo utilizzo dei buoni lavoro per ciascun prestatore. Per l'appunto, è questa la fase di rendicontazione dei voucher: questo processo giunge a compimento con l'accredito dei contributi sulle posizioni assicurative individuali dei prestatori. In dettaglio, l'INPS provvede al versamento ad INAIL del contributo del 7% per coprire l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Ed il ciclo si chiude. Tutto chiaro?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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