Giovedì, 01 Dicembre 2016 17:14

verifica fiscale ad un defunto: è legittima?

A causa delle note lungaggini del sistema fiscale, non è insolita la situazione per cui, nel frattempo, il de cuius sia deceduto. Vediamo quindi se l'atto di accertamento fiscale è ancora legittimo o se va necessariamente adattato alla situazione purtroppo nuova.

Abbiamo già parlato in questo articolo Chiariamo subito il concetto: l'Agenzia delle Entrate non ha alcun diritto a notificare un accertamento fiscale intestato ad un contribuente passato a miglior vita. Ossia, se la lettera dall'agenzia parte ad una data in cui la persona risultava già defunta, l'atto di notifica è illegittimo, così come ogni richiesta ad essa collegata.

Lo ha recentemente confermato anche la Commissione Tributaria Regionale di Roma: la notifica di tale atto deve essere intestata ed indirizzata agli eredi legittimi. Dello stesso avviso, oltretutto, è anche la Suprema Corte di Cassazione, che ha chiarito come l'atto indirizzato al defunto è riconducibile ad un tipo di nullità insanabile. Carte straccia, in altre parole.

La procedura corretta, diversamente, deve coinvolgere tutti gli eredi in solido ed impersonalmente, ossia in modo totalmente collettivo - e non singolarmente, con atti separati. Tanto per capirci, l'agenzia non può raggiungere subito l'erede più facilmente contattabile - magari perché di cristallina evidenza allo Stato, che so uno statale - e richiedere a questi di informare gli altri eredi aventi pari diritto, invece meno immediatamente reperibili - che so immigrati all'estero o comunque meno evidenti allo Stato e quindi all'Agenzia delle Entrate.

Se poi gli eredi volessero essere raggiunti dalle eventuali comunicazioni dell'agenzia per conto del defunto, costoro hanno trenta giorni di tempo prima della comunicazione per render note le proprie generalità e reperibilità all'ufficio delle imposte del domicilio fiscale del trapassato.

Una importante precisazione della commissione tributaria: la notifica in questione al defunto è formalmente un atto inesistente - e non semplicemente un atto nullo - proprio in quanto si tratta di una operazione comunicativa o informativa rivolta ad un soggetto inesistente - come se avessero riportato un nominativo sbagliato.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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