Lunedì, 02 Settembre 2013 19:21

Valentina Vezzali, campionessa di assenteismo

Due presenze su 1.043. Un vero record per una campionessa come la Vezzali. Di assenteismo però. D'altronde, come si difende l'olimpionica deputata, ci sono lavori che si fanno anche senza timbrare il cartellino: l'importante è che a fine mese lo stipendio arrivi sempre ottimo ed abbondante.

Medagia d'argento per Valentina Vezzali: campionessa di assenze in Parlamento. Quasi un oro, per poco vinto da Silvio Berlusconi, altro grande assente dai suoi doveri di eletto.

Attenzione: a darle questa "ambita" onoreficenza non sono i soliti maligni, ma i dati di Openpolis.it, liberamente consultabili. Presente come primo firmatario per 7 disegni di legge ed altrettante volte come cofirmatario. Peccato che si trattasse sempre di votare le proposte di legge altrui. Risultato: presente due volte su 1.043, pari allo 0,19%.

Dati alla mano, non è propriamente assente: tranne per una sola volta, per le altre 1.040 è risultata "impegnata in missione": riunioni di cui non è certo noto cosa abbia fatto. E' sicuro però che ha guadagnato lo stipendio: la parlamentare montiana per queste "missioni" incassa 259.696 euro all'anno, 21.641 euro al mese, 721 euro al giorno. Cui si aggiungono, val la pena ripeterlo, benefits e privilegi di cui usufruisce ogni suo collega: telefonia mobile, lavaggio biancheria, trasporti aerei, pedaggi autostradali, assicurazioni sulla vita ed infortunio, ristorazione, accertamenti diagnostici, trasporti ferroviari, spese postali, tessera del cinema, palestre e piscine.

Per carità, tutto dovuto per legge. Da parte del deputato, d'altronde, per legge non è dovuta neanche la presenza (figuriamoci il lavoro).

Valentina Vezzali comunque ribatte senza scomporsi: "fare il parlamentare non significa presentarsi tutti i giorni a Montecitorio" - certo, mica è un lavoro come gli altri - "lo si può fare anche stando altrove" - tipo in palestra ad allenarsi per le prossime gare.

L'ennesima dimostrazione di come la casta, con sonori schiaffi in faccia ai comuni cittadini italiani, intende il concetto di lavoro retribuito: i lavoratori, quelli veri, devono recarsi sul proprio posto di lavoro anche per stipendi miseri: dal personale medico che per lavorare si reca in ospedale agli gli operai che per mandare avanti una fabbrica stanno anche otto ore al giorno dietro un macchinario ripetendo sempre lo stesso meccanico movimento. Tutti fessi: mica serve presentarsi al lavoro per prendere lo stipendio.

 

FONTE: http://www.infiltrato.it

Letto 1001 volte