Lunedì, 03 Giugno 2013 12:33

uscire dalla crisi, Alfano ha la soluzione

Mentre il mondo si chiede come faremo ad uscire dalla crisi e, soprattutto, cosa stia facendo in merito il governo di larghe intese, dopo gli effetti diciamo non proprio positivi del governo Monti e della sfilza di supertecnici, saggi e consulenti vari che hanno sparato sentenze e dato fiato ai tanti moniti del Presidente, beh, Angelino Alfano ha in mente la soluzione. Quella politica, però, non quella tecnica. E ai disoccupati serve l'ultima.

E' freschissima la notizia della posizione di Alfano in merito alla crisi economica. Facile, dice lui: dobbiamo assumere i giovani incentivando le industrie ad assumerli. Vediamo in dettaglio.

Incentivi per l'assunzione di giovani precari con contratto a tempo indeterminato, o addirittura sgravi fiscali e contributivi totali per chi assume giovani. Questa è la panacea di ogni problema di crisi secondo il vice premier Alfano ed il ministro per lo sviluppo economico Flavio Zanonato per rilanciare l'occupazione giovanile e sortire effetti positivi generali sull'economia del Paese. Il tutto insieme a semplificazioni per nuovi investimenti e blocco dell'aumento dellIVA - previsto +1% dal prossimo 1 luglio 2013.

E si spinge oltre: "Se queste azioni funzioneranno" – dice lui – "noi potremmo avere una bella speranza per la seconda metà del 2013. Dobbiamo dare lavoro ai giovani e abbiamo la ricetta che può immediatamente offrire la possibilità che questo lavoro si crei: zero tasse per gli imprenditori che assumono giovani disoccupati. Gli imprenditori che assumono quei ragazzi non devono pagare quelle tasse che hanno rappresentato un disincentivo all'assunzione. E poi attraverso le politiche fiscali di detassazione, come nel caso dell'eliminazione dell’IMU, o di non appesantimento fiscale come il non aumento dell'IVA si può ambire ad una ripresa dei consumi capace di generare a sua volta nuova intrapresa".

Flavio Zanonato, dal canto suo, annuncia di avere in cantiere una serie di provvedimenti per esecutivo guidato da Letta. Come quelli già annunciati o attuati, tipo lo sblocco del pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, il rinvio della rata dell’IMU per la prima casa, il miliardo per la CIG (cassa integrazione guadagni) in deroga e il decreto sull'ecobonus "che riattiverà molto lavoro e diminuirà consumi e inquinamento", dice lui. E poi questi nuovi "in cantiere": il potenziamento del fondo di garanzia (che promette più credito per le imprese e al tempo stesso l'introduzione di vantaggi fiscali per le aziende che assumono a tempo indeterminato i giovani nelle loro aziende).

Sempre secondo le parole dell ministro, si tratta di “una misura che serve a dare maggior certezza a tanti ragazzi precari o senza lavoro, se vogliamo che i giovani rimangano nel nostro paese debbono essere messi in condizione di sposarsi, di avere una casa, di poter programmare il proprio futuro”.

E veniamo alla panacea di Alfano: l'assunzione giovani precari. si tratta di una defiscalizzazione a 360 gradi, uno sgravio fiscale al 100 per cento per chi assume giovani a tempo indeterminato, insomma una totale esenzione fiscale di tasse e contributi per i nuovi assunti a tempo indeterminato.

Il dubbio ci viene: nelle intenzioni potrebbe sembrare un passo in avanti molto positivo (se si considera oggi il peso che ha il fisco sui contratti di lavoro), ma sembra solo un annuncio senza alcuna fondata concretezza - lo Stato perderebbe un notevole gettito fiscale, e dove lo recupera poi? O qualcuno ha già pensato a come far quadrare i conti, spremendo altri settori meno sensibili o visibili all'elettorato?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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