Sabato, 30 Maggio 2015 14:00

un sito di rating per affitti: l'idea di un italiano in Nuova Zelanda

Un trentenne italiano, dopo un anno di ricerca a Roma, invia il curriculum all'estero. Gli offrono un lavoro dalla Massey University di Palmerston North, in Nuova Zelanda, dopo un colloquio via Skype. Lui firma e parte. E poi, sul posto, realizza la sua idea: una piattaforma online che permette di valutare gli alloggi in affitto.

Mauro Truglio, romano di 30 anni, ci spiega la sua idea: "Il mercato degli affitti è l'unico business in cui il venditore non permette al compratore di verificare il prodotto: sciolto il contratto con l'inquilino precedente la relazione si esaurisce, e chi affitta casa non può sapere com'è andata a quello prima".

Non fa una grinza: alzi la mano chi, almeno una volta, non avrebbe voluto scoprire qualcosa di più della casa in cui si impegnava ad abitare. Ed ecco l'iniziativa: realizzare un portale web che permette di recensire gli alloggi presi in affitto, a similitudine di quanto già succede per ristoranti ed alberghi. Dopo poco l'idea ha preso corpo: in poche settimane il sito rateyourflat.com ha ottenuto un discreto successo e notorietà fra i media. Italiani? No, i media neozelandesi!

Infatti, l'idea il valente romano l'ha sviluppata all'estero, per essere precisi all'altro capo del mondo: in Nuova Zelanda. Dove da circa un anno e mezzo vive e lavora come bioinformatico presso la Massey University di Palmerston North. Dopo la laurea triennale a Roma in ingegneria biomedica e la specializzazione a Bologna, dove verosimilmente ha sperimentato in prima persona la realtà degli affitti per studenti, il nostro connazionale ha lavorato un anno all'Università di Tor Vergata come borsista. Ammette lui stesso: "Le persone con cui lavoravo erano fantastiche, mi sono trovato molto bene. Quello che però non mi è piaciuto del mondo accademico era la competizione forzata, il farsi le scarpe, il dover pubblicare a tutti i costi anche quando il lavoro magari non è dei migliori. Nel frattempo comunque mi sono dato da fare lavorando anche come aiuto cuoco. Non fa male ogni tanto spegnere la testa e attivare le mani". Parole sante.

E quindi, al termine di quell'anno di ricerca e di cucina, di tentare un’avventura all'estero, e propone il suo curriculum quasi in tutto il mondo. E, pensate un po', la scelta cade sulla lontanissima Nuova Zelanda: dopo un colloquio via Skype gli viene offerto un lavoro, lui firma e parte. Poi, lo raggiunge Silvia, la sua fidanzata biologa: "I laureati in biologia in Italia non se la passano molto bene, è venuta qui e ha trovato un dottorato che le piace. Abbiamo attraversato mezzo mondo per trovarci a lavorare a due piani di distanza, nello stesso edificio. Lo stipendio è paragonabile a quello italiano, ma l'ambiente è un'altra cosa. Mi spiace per la lontananza dalla famiglia e per le persone con cui lavoravo a Roma, ma per il resto venire qui è stato come respirare di nuovo".

Beninteso, vivere in Nuova Zelanda presenta anche qualche aspetto negativo: 33 ore di volo per tornare in Italia, tanto per cominciare. Poi, sul posto l'ambiente urbano non è proprio frizzante: "Hanno spiagge bellissime, sempre vuote. Piazze e vie, sempre vuote. Alle cinque di sera chiude tutto, al massimo ci si trova al pub. Manca il divertimento per come lo intendiamo noi italiani, qui si beve e si chiacchiera, ma visto che non si sbottonano molto non c’è neanche granché da raccontarsi. Anche se abbiamo conosciuto molte persone, le risate vere alla fine ce le facciamo tra noi, io e la mia fidanzata". Si sa, in una compagnia con stranieri i più simpatici sono sempre gli italiani, ed ecco il motivo!

E veniamo al sul progetto: lavorando al sito in Nuova Zelanda, il pensiero di Truglio era soprattutto ispirato dal mercato degli affitti in Italia, che è noto per essere una vera giungla. Ora, il progetto di ampliare le recensioni a tutto il mondo è decisamente ambizioso: "Volevo mettermi alla prova, vedere se riuscivo a costruire un sito così. Sono contento di essere stato subito contattato da media, persone che mi hanno dato validi consigli e anche da alcune 'tenant union' (il sindacato degli inquilini), una persino dagli Stati Uniti. Queste associazioni aiutano gli inquilini a scegliere le case da affittare, e lo fanno attraverso parametri di affidabilità e onestà. Alla fine esistono già realtà locali che fanno quello che il mio sito si propone, ma quello che spero di fare è renderlo globale. Mal che vada, è un'esperienza in più da mettere in curriculum".

In finale, l'ennesimo italiano che, armato di buona volontà e idee vincenti, trova sbocco professionale all'estero, addirittura in capo al mondo. Vogliamo scommettere che ci rimane?

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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