Domenica, 13 Novembre 2016 14:20

tradimento del coniuge e risarcimento dei danni

A seguito del tradimento di un coniuge, l'altro può chiedere i danni. Lo sentiamo dire spesso alla televisione o sui giornali. Vediamo più precisamente cosa prevede la legge.

In questo articolo e questo articolo avevamo parlato di assegno di mantenimento. Ora parliamo dei riconoscimento dei danni subiti per tradimento del coniuge.

Come dovrebbero sapere tutti gli sposi sin dal giorno delle nozze, nel matrimonio esiste una norma che, se contraddetta, a seconda della reazione della persona che subisce il torto può condurre dritto dritto alla separazione con addebito. E' la 'regola di fedeltà', secondo la quale il tradimento si configura come una 'infrazione matrimoniale' nota al legislatore e secondo il quale il partner tradito può chiedere la separazione prima ed il divorzio poi. E non solo: anche il risarcimento dei danni morali subiti.

Vediamo quindi in cosa consiste legalmente il tradimento e le pene associate. Intanto, il coniuge che ha subito il tradimento può chiedere l'addebito delle spese legali. E questa è solo la prima delle possibili 'reazioni': globalmente, l'addebito per separazione si riconosce quando è dimostrata la responsabilità dello scioglimento matrimoniale al coniuge traditore proprio per non aver rispettato la regola della fedeltà coniugale.

E quindi, l'addebito in questione corrisponde al riconoscimento del danno comportato dal partner infedele, e come tale implica non solo la perdita al diritto di mantenimento (semmai tale diritto sussisteva), ma anche - e soprattutto, a seconda dei casi - il diritto di eredità nei confronti del coniuge tradito. In parallelo, al coniuge tradito vengono riconosciuti i suoi diritti con condizioni di separazione decisamente favorevoli rispetto a quelle che gli competerebbero in caso di separazione per altre ragioni. Insomma: il partner traditore ha torto, e come tale perde in un sol colpo il diritto all’eredità e il diritto al mantenimento.

Vediamo ora le motivazioni a supporto di una separazione per tradimento, ossia perché venga riconosciuta la ragione di separazione del partner che ha subito il tradimento dal coniuge.

Ebbene, intanto un tradimento psichico non è considerato un danno risarcibile. Poi, il dossier prodotto da un investigatore privato di per sé non basta a dimostrare l’infedeltà del coniuge.

Ancora, le modalità con cui è stato subito il tradimento sono fondamentali, e a ciò si riconoscono per legge solo i danni morali che abbiano coinvolto la salute, l’onore e la riservatezza del coniuge offeso: ogni altro eventuale aspetto è irrilevante ai fini del riconoscimento del danno subito. Solo in questi casi infatti la legge prevede il riconoscimento dei diritti di coniuge tradito in correlazione ai danni non patrimoniali: il coniuge tradito che chiede risarcimento dovrà dimostrare con evidenze inoppugnabili in quali di queste caratteristiche si riconosce e provare le proprie ragioni.

Ricordiamo infatti che le caratteristiche di salute, onore e riservatezza sono diritti fondamentali del cittadino e  come tali tutelate direttamente dalla Costituzione italiana.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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