Domenica, 18 Dicembre 2016 10:06

Telethon, un'azienda che lavora con la nostra beneficenza

In questi giorni, giusto prima di Natale, tra i tanti che ci chiedono un gesto di generosità c'è TELETHON, che attraverso una serrata propaganda sulla RAI raccoglie fondi da destinare - dicono - alla ricerca scientifica soprattutto di malattie genetiche rare. In mezzo a tante bufale e ONLUS truccate, molti ritengono TELETHON un'altra colletta fasulla. Oppure no? Facciamo chiarezza.

Avevamo già parlato in questo articolo, in occasione del terremoto di Amatrice e zone limitrofe, della discutibile colletta cosiddetta 'solidale'. Ma non è l'unico caso.

Il problema è sempre il solito: quando i furbetti della colletta diventano la maggioranza (gli esempi conseganti alle cronache sono anche troppi, dalle ONLUS per i migranti o per i poveri in Africa) non si sa più a chi credere, e quindi si finisce per giudicare allo stesso modo anche organizzazioni che invece compiono un'azione seria e coscienziosa. Come sempre, bisogna informarsi invece che credere alle bufale dei social. Solo allora potremo farci un'opinione vera.

E quindi, partiamo dai bilanci pubblicati - per dovere di trasparenza - da TELETHON stesso sul proprio sito internet. Per comodità, lo stesso documento è in fondo all'articolo, in ALLEGATO.

Le informazioni sono evidentemente raccolte in modo sintetico, per essere velocemente comprese anche da un lettore non tecnico di materia amministrativa. Cerchiamo quindi di riassumere i concetti che TELETHON ci vuole comunicare:

- a giugno 2016 sono stati raccolti circa 60 milioni di euro, circa il 4% in più rispetto alla raccolta fondi alla data del giugno 2015 (ogni anno, cioè, la colletta riparte da zero).

- di questi, la maggior parte dei ricavi viene dalla raccolta fondi, mentre minore gettito viene da attività istituzionali piuttosto che proventi finanziari. ATTENZIONE: questo dato ci fa capire come TELETHON sia una azienda ben più complessa di una banale 'mega colletta': gestisce le risorse a disposizione attraverso operazioni complesse (immobiliari, finanziarie ecc.) che danno reddito, come una qualunque azienda privata. D'altronde, il presidente di TELETHON è il noto super manager Luca Cordero di Montezemolo.

- tra le sorgenti di raccolta fondi quella più fruttifera è la maratona, ossia la raccolta promossa dalla RAI (ricorderete il display con il totale raccolto in continuo aggiornamento). Parliamo di circa 22 milioni di euro, circa un terzo dell'intero reddito TELETHON. Altre sorgenti minori sono le eredità piuttosto che le donazioni attraverso il 5 per mille.

- i costi per la maratona ammontano a circa 8 milioni di euro, tra costi alla RAI e voci neanche troppo dettagliate ('altri oneri', 'overhead strutturali'). ATTENZIONE: questo dato ci fa capire che i personaggi che si sbracciano per invitarci a donare sono pagati esattamente come se stessero facendo la pubblicità per una marca di detersivi, di profumi o di materassi. Ancora, l'azienda televisiva di Stato, la RAI, non fa beneficenza ma anch'essa è pagata per ospitare la campagna pubblicitaria. Insomma, nessuno di questi fa beneficenza, gli unici benefattori sono quelli che donano i propri soldi.

- all'attivo TELETHON ha proprietà per circa 77 milioni di euro. Ciò corrisponde, per cominciare, a svariati beni materiali nelle proprie sedi, in gran parte immobili (strutture non solo scientifiche ma anche uffici di gestione dell'azienda), per circa 10 milioni di euro. Ma corrisponde anche ad attività finanziarie, per circa 21 milioni di euro. Ancora, troviamo all'attivo circa 700 mila euro di diritti da brevetti. ATTENZIONE: questo dato ci fa capire che TELETHON non dona i denari raccolti a centri di ricerca, ma è esso stesso un ente di ricerca. E, cosa più interessante, brevetta i risultati delle proprie ricerche ottenendo da ciò profitto. Esattamente come una qualunque azienda ad esempio farmaceutica.

- tra i costi dichiarati figurano quelli da esercizio ordinario, ossia le spese per alimentare le proprie strutture, uffici e soprattutto il personale: circa 25 milioni di euro, di cui circa 8 milioni di euro per stipendi diretti al personale (sono esclusi da tale somma ad esempio i rimborsi spese, i TFR o le pensioni per gli ex dipendenti). ATTENZIONE: questo dato ci fa capire come chi lavora in TELETHON non lo fa per beneficenza, ma è un comune lavoratore di un'azienda. Anzi, meglio: i benefici fiscali derivanti dal fatto di lavorare per un'organizzazione no profit sono molteplici rispetto, ad esempio, ad un lavoratore statale.

Potremmo andare ancora avanti a spulciare il bilancio, trovando elementi che stonano alla comune percezione della missione e gestione che tutti noi crediamo TELETHON abbia. Ma ci fermiamo qui. Quello che dobbiamo notare è che i numeri qui sopra sono quelli da loro dichiarati, quindi sono la versione migliore della realtà: pensando a male potremmo ritenere che i numeri siano 'truccati' per rendere una situazione migliore di quella realmente vera. Ma, diciamo pure, già quello che leggiamo ci basta per rivedere la nostra opinione di TELETHON.

L'elemento certamente più evidente è il fatto che TELETHON, per loro stessa ammissione, è un'azieda - e non un ente che fa meramente colletta - con personale, spese, ricavi da gestioni finanziarie ed immobiliari. E tutti coloro che lavorano per essa - dal personale interno ai vari testimonial in televisione - sono profumatamente pagati per farlo, esattamente come se si occupassero di pubblicizzare un qualunque altro prodotto commerciale. Gli unici che fanno beneficenza siamo noi.

 

FONTE: http://www.telethon.it

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