Domenica, 16 Dicembre 2012 12:51

TARES, il nuovo balzello per la nettezza urbana. Carissimo.

Dopo aver finito di pagare - lacrime e sangue - l'IMU 2012, ecco che dal 1 gennaio arriva la nuova versione della tassa sull'immondizia, con logiche da IMU: proporzionale alle dimensioni dell'immobile, pagabile su F24, compensabile con crediti d'imposta, pagata a rate nell'anno, utile a far arrivare denari ai "poveri" comuni". E carissima, ovviamente.

Si chiama TARES. Non è un dio greco, ma qualcosa tipo "tributo comunale sui rifiuti e servizi": la versione aggiornata della TARSU e TIA. Da pagare in più rate (magari in questo modo ci sembra di pagare meno), la prima subito entro gennaio, le altre ad aprile, luglio e dicembre. Questa nuova tassa è stata inserita in un emendamento alla legge di stabilità che dovrà essere approvato entro fine anno.

SI tratta di una tariffa, e non di una tassa. Il concetto è completamente diverso: è il comune che decide l'entità della tariffa, che compensa l'erogazione di servizi - non solo dello smaltimento dei rifiuti - da parte del comune. Insomma, più il comune spende e più può chiedere al cittadino. Alla fine, la prima rata sarà una specie di acconto commisurato agli import di TARSU o TIA del 2012,  mentre il conguaglio arriverà con le rate successive, secondo i "bisogni" di risanamento dei comuni.

Come per l'IMU, il pagamento potrà essere effettuato con bollettino postale o tramite modello F24 - in questo modo sarà possibile compensare la TARES con eventuali crediti fiscali.

La tariffa, tanto per continuare con le buone notizie, aumenterà con la superficie dell'immobile. Secondo un criterio che però è allineato con la riforma del catasto, al momento naufragata insieme con la delega fiscale. In ogni caso, il fatto certo è che la TARES sarà sicuramente molto più cara della TARSU che l'ha preceduta. Infatti, difficile pensare che i comuni, con la scusa di coprire l'intero costo che l'amministrazione sostiene per effettuare il servizio di raccolta della nettezza urbana, la gestione dei rifiuti, ma anche l'illuminazione pubblica e manutenzione strade, e più probabilmente con il vero bisogno di ripianare i conti (fatti anche delle spese sciagurate di tutta la casta locale) il comune si "accontenti" dei soli denari finora pagati con la TARSU.

 

FONTE: http://www.ilsalvagente.it

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